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8 marzo: Maiolini (Slc), dagli articoli sui giornali agli articoli contrattuali

In occasione dell’8 Marzo riteniamo necessario riprendere le fila di un ragionamento insieme politico e sindacale rispetto alla declinazione delle pari opportunità e delle discriminazioni di genere.
In questi giorni in Francia i sindacati hanno proposto con forza il riconoscimento del diritto alla disconnessione, ossia la limitazione delle comunicazioni aziendali via mail ed sms fuori orario dall’orario di lavoro tema che, come è ovvio, attiene alla compatibilità dei tempi di vita e di lavoro.
In alcuni paesi europei analoghe misure sono già state adottate e sono spesso figlie di contrattazione aziendale.
È bene ricordare il rapporto Istat che segnala come un italiano su dieci svolga attività lavorative fuori dall’orario di lavoro.
Rispetto all’uso o all’abuso delle nuove tecnologie è fuori di dubbio che l’innovazione tecnologica, quando utilizzata nel senso di una migliore conciliazione tra tempi di vita e di lavoro, costituisce strumento positivo. Basti pensare allo ” Smart working”, o “lavoro agile”, che, correttamente contrattato ed utilizzato, rappresenta una possibilità concreta di conciliazione dei tempo di vita e di lavoro. Peraltro il disegno di legge rimanda alla contrattazione collettiva la possibilità di integrare le norme di legge per agevolare lavoratori ed imprese che intendano avvalersi di questa modalità organizzativa.
Questo tema oggi non attiene più solo all’occupazione femminile, ma è bene ricordare a tutte/i noi che la declinazione corretta delle pari opportunità non può che riguardare uomini e donne, nella consapevolezza però che esiste ancora una discriminazione di genere importante che ci colloca al 27° ed ultimo posto in Europa per l’occupazione femminile.
È dunque evidente che, aldilà dell’impianto normativo, è con la contrattazione che possiamo ovviare alle carenze evidenti.
Questo tenendo conto che i nostri settori sono caratterizzati da una notevole componente lavorativa femminile e da una forte presenza di professionalità per loro stessa natura esercitate con modalità intermittenti.
Preme ricordare, tra le buone pratiche esigibili, che nei percorsi di mobilità territoriale delle aziende a rete andrebbe estesa la norma prevista dall’art 6 della legge 124/2015 ( riferita ai pubblici dipendenti) che prevede il trasferimento su richiesta della dipendente vittima di violenza di genere inserita in specifici programmi di protezione.
Facciamo questo esempio perché è nostro compito, tramite la contrattazione, sostanziare norme che, spesso, rischiano di rimanere ” leggi manifesto” poiché prive degli strumenti necessari per renderle esigibili.
Dunque come SLC crediamo sia necessario informare tutta la nostra azione politico-rivendicativa in modo uniforme, ed è questo il senso della richiesta che facemmo a tutti i territori, e che reiteriamo, di continuare a segnalarci accordi territoriali che avessero elementi valoriali attinenti alle politiche di pari opportunità, unitamente ad uno spaccato della composizione di genere, con relativi inquadramenti, delle aziende più importanti dei vari territori, ivi escluse le grandi aziende a rete che forniscono periodicamente questi dati a livello nazionale.
Siamo in una fase di rinnovazioni contrattuali dunque questo lavoro di raccolta ed elaborazione ci consentirà di inserire specifici elementi di merito, con l’ausilio della presenza delle delegazioni trattanti, nei testi contrattuali.

Cinzia Maiolini

Segretaria nazionale con delega alle Pari Opportunità

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