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Letteratura: Premio Jerry Masslo

L’esperienza del premio biennale Jerry Masslo, creato nel 2010 e giunto alla quarta edizione, è una scommessa vincente della FLAI, la Federazione Lavoratori dell’Agroindustria. Il premio è stato istituito per ricordare l’omicidio di Jerry Essan Masslo, rifugiato sud africano, che lavorava come bracciante nelle campagne di Villa Literno, e qui è stato ucciso nell’agosto del 1989 da balordi che cercavano di rubargli la paga. Il Premio, nelle intenzioni della FLAI, intende essere “un’occasione per educare ai temi dell’accoglienza, dell’integrazione, della convivenza civile, incoraggiare al dialogo e promuovere lo sviluppo di una società fondata sul rispetto della diversità̀ dell’immigrato, della sua cultura.” Questa edizione del Premio ha avuto come tema “Migrazioni: Da cosa si fugge e perché. Nuove e vecchie rotte tra accoglienza, muri e paure”. Gli elaborati, che hanno utilizzato diversi mezzi espressivi (poesia, prosa, saggistica, video e disegni) hanno declinato in modi molto vari e differenti il tema, in alcuni casi dando prova di originalità.
Per la sezione scuola ha vinto un originalissimo libro pop up – di quelli che quando si aprono le pagine diventano tridimensionali – intitolato “Sogni in viaggio”, narrazione per immagini e parole del viaggio dei sogni dei bambini africani verso le coste europee. Per la sezione tesi di laurea, una dissertazione su “Fare antropologia in contesti di lotta sociale. Analisi di una mobilitazione di braccianti contro lo sfruttamento e il razzismo di stato”. Per la sezione narrativa è stato premiato il racconto “La domenica di Kasava”, che narra il clima sospeso e quasi di still life della via Domiziana nel giorno di Dio e del riposo, quando le fatiche e le tensioni sembrano trovare una fragile tregua.
Ma il valore del Premio trascende la selezione vera e propria delle opere inedite presentate, e ha il senso di una presenza forte del Sindacato in un territorio difficile, caratterizzato da una endemica marginalità socio-economica e da un degrado annoso, dal punto di vista architettonico e anche da quello ecologico (siamo nel perimetro della cosiddetta Terra dei Fuochi, luogo di depositi occulti di rifiuti e addirittura di scorie nucleari). In questo panorama, spezzato soltanto da qualche incongruo Hotel a cinque stelle con campi di golf e piscine, è importante che il Sindacato si faccia sentire in molte forme, sia come presidio quotidiano per la tutela dei lavoratori agricoli italiani e stranieri – è in discussione in questi giorni alla Camera proprio una legge sul Caporalato e lo sfruttamento agricolo – sia con campagne di sensibilizzazione ad hoc (come quella ora in atto,“≠cimettiamoletende”), e anche con iniziative a carattere culturale e formativo, come questa del Premio J. Masslo. E’ stato importante riscontrare l’entusiasmo con il quale le scuole hanno risposto al bando, inviando decine di disegni, scritture, foto, filmati. Molte scuole erano anche presenti nelle giornate conclusive del premio, sia alla Città della Scienza di Napoli, dove alcuni studenti delle superiori della regione sono potuti anche salire sul palco e porre domande direttamente ai relatori: Susanna Camusso, Segretaria Generale CGIL, Ivana Galli, Segretaria Generale FLAI, Don Alemanno, il disegnatore della serie “Jenus”, molto popolare tra i ragazzi.
Il giorno della premiazione vera e propria, in una scuola di Villa Literno, erano anche presenti, oltre a Ivana Galli, Segretaria Generale FLAI, anche alcuni rappresentanti delle istituzioni locali, ed anche prestigiosi ospiti stranieri: Mpho Ndimande, consigliera politica dell’Ambasciata del Sudafrica (l’ambasciata partecipa sempre al premio, dal momento che Masslo era sudafricano); una rappresentante del Sindacato dei lavoratori dell’agroindustria del Senegal; i membri della giuria, lo scrittore Cheikh Tidiane Gaye (presidente Giuria), Ahmad Ejaz giornalista pakistano che vive e lavora in Italia, Raffaele Sardo, scrittore e musicista di Napoli, lo scrittore Alessandro Leogrande (che ha partecipato ai lavori di selezione delle opere ma non poteva essere presente alla premiazione), Livia Apa, docente di lingua portoghese all’Università di Napoli e Tiziana Colusso, invitata dalla FLAI a partecipare alla giuria come autrice e anche come sindacalista della Sezione Scrittori SLC, in una felice sinergia tra diversi settori della CGIL. Infaticabile e prezioso, infine, il lavoro di Jean René Bilongo della FLAI.
*A cura di Tiziana Colusso

Vedi lo speciale di rassegna sindacale: http://bit.ly/2ebhLLR

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