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Servizi Postali: documento finale del coordinamento nazionale del 4/4/2017

In data 04 aprile 2017 si è riunito il Coordinamento Nazionale Area Servizi. A seguito della relazione del Segretario e dopo una esaustiva discussione, il coordinamento condivide la necessità di un rapporto sinergico con la Confederazione al fine di rafforzare le attività che verranno predisposte dal settore, con particolare riguardo alla vicenda legata all’ulteriore quota azionaria che il governo intende collocare sul mercato, soprattutto alla luce del fatto che il Gruppo Poste Italiane costituisce un importante Asset per il sistema Paese, qualificandosi per i virtuosi risultati economici che persegue anno dopo anno e che comportano un forte ricavo per il bilancio dello stato, ma anche e soprattutto, per la funzione sociale che esso ricopre attraverso la raccolta del risparmio tra i privati, i servizi che offre e la possibilità che un migliore sfruttamento della sua capillarità possa comportare un salto di qualità nel rapporti tra lo Stato ed i Cittadini: infatti, attraverso l’offerta di servizi che in alcuni luoghi del paese non possono essere garantiti dalle istituzioni pubbliche, lo Stato, sfruttando la rete di vendita di Poste Italiane, riuscirebbe a garantire quel welfare che oggi è costretto a negare proprio alle fasce deboli della popolazione. Da qui la stigmatizzazione circa il procedere della privatizzazione dell’azienda che, da quanto si apprende dai media nazionali, corre il rischio di creare un “sistema di scatole cinesi” con un accentramento della maggioranza delle azioni in capo a Cassa Depositi e Prestiti, la quale a sua volta sarebbe oggetto di ulteriore cessione di azioni sul mercato, senza peraltro escludere in futuro il collocamento di quella quota di Poste Italiane che resta in capo al MEF.
Per quanto concerne il mancato rinnovo del CCNL, il coordinamento stigmatizza il forte ritardo nella sua definizione, che inevitabilmente si ripercuote sulla categoria priva del contratto da ormai troppo tempo; inoltre, il recente cambio dei vertici aziendali, lascia un’indeterminatezza non solo sui tempi ma anche sui contenuti che detto rinnovo avrà.
Per quanto concerne quest’ultimo punto, il coordinamento auspica che il prosieguo della trattativa non vanifichi il lavoro fin qui svolto dalla delegazione trattante, e impegna la Segreteria a chiedere la ripresa del confronto subito dopo l’insediamento del nuovo Amministratore Delegato.
Sulla questione PCL il coordinamento denuncia il fallimento che la riorganizzazione del 2015 ha evidenziato, anche per la non corrispondenza tra il contenuto del relativo accordo e la sua effettiva applicazione sui territori; coerentemente con quanto sostenuto in occasione dello sciopero generale del 4 novembre scorso, conferisce mandato alla Segreteria a predisporre tutte le azioni necessarie ad aprire un serio confronto con l’azienda finalizzato al rilancio di quello che è un importante settore non solo per Poste Italiane ma per il Paese, partendo da una revisione radicale dell’accordo del 25 settembre 2015, ad iniziare dal modello a giorni alterni che ha mostrato tutta la sua fallacia nella implementazione, e continuando a chiedere un serio piano di lancio della Logistica Integrata che potrebbe costituire il futuro di questo settore.
Oltre a quanto sarà messo in campo su PCL, il piano di azioni da intraprendere per l’immediato futuro, condiviso da tutto il coordinamento, riguarderà le altre aree: MP; Sicurezza; Pari Opportunità; Politiche attive del Lavoro, con particolare riguardo alle azioni di conversione Part Time/Full Time, agli appalti, ai CTD e a tutte le forme di lavoro flessibile presente in azienda. Sui i CTD in particolare, già oggetto di apprezzate iniziative territoriali, il coordinamento condivide l’idea di creare un momento di sintesi a livello nazionale che coinvolga tale tipologia di lavoratori in un ampio discorso relativo al crescente ricorso al precariato all’interno dell’azienda.
Infine, condivisa l’analisi sui dati organizzativi, viene conferito mandato alla segreteria a predisporre tutte le azioni tese alla ottimizzazione del proselitismo.
Per quanto concerne invece il Coordinamento Quadri Poste, la Segreteria si impegna a convocarlo entro la seconda decade di Aprile.

Letto e condiviso all’unanimità.

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