Widgetized Section

Go to Admin » Appearance » Widgets » and move Gabfire Widget: Social into that MastheadOverlay zone

Posizione della CGIL sulla proposta di costituzione di una Autorità europea del lavoro

La CGIL condivide la necessità espressa dal Presidente Junker nel suo discorso sullo stato dell’Unione di fare in modo che “all’applicazione equa, semplice, ed efficace di tutte le norme dell’UE sulla mobilità dei lavoratori provveda un nuovo organo europeo di ispezione e controllo”.

Tale organo, pur potendo svolgere un ruolo importante – seppur con alcuni caveat – non eliminerà certo le numerosissime disparità che esistono nell’Unione e nell’Eurozona in materia di trattamento delle lavoratrici e dei lavoratori e di salario.

Servirebbero ben altre iniziative per porre fine o quanto meno arginare la competizione al ribasso in materia di salari e di diritti che sta provocando danni gravissimi all’economia europea e al benessere di cittadini e lavoratori.

La CGIL, in tale contesto, pur vedendo con favore le iniziative previste nel Pilastro europeo dei diritti sociali, auspica ulteriori interventi in questa direzione, a partire dalla discussione di uno strumento salariale europeo che abbia la finalità di arginare il dumping salariale, anche per i lavoratori in distacco o in mobilità transnazionale.

La CGIL, inoltre, condivide e sostiene le posizioni espresse dalla Confederazione europea dei sindacati nell’ambito dell’audizione dedicata dell’11 dicembre 2017 e contenute nella posizione approvata dal Comitato Esecutivo del 14 dicembre 2017.

Riteniamo infine utile ed urgente che l’Autorità svolga e coordini ispezioni e controlli a livello transnazionale e, a tal fine, sia dotata delle sufficienti risorse di personale e finanziarie. In particolare, l’Autorità dovrebbe:

  1. organizzare e coordinare ispezioni congiunte delle competenti autorità nazionali;
  2. essere informata, dagli ispettori nazionali, sui casi di frode, abuso e violazione transnazionale della normativa dell’Unione;
  3. facilitare lo scambio di informazioni tra gli ispettori nazionali;
  4. promuovere la collaborazione tra gli ispettori nazionali;
  5. ricevere le segnalazioni delle parti sociali sui casi transnazionali di frode, abuso o violazione della normativa dell’Unione.

La CGIL ritiene che la proposta di costituire una Autorità europea del Lavoro, pur non priva di potenziali rischi, possa costituire una buona occasione per affrontare alcune lacune in questo ambito. Essa rileva quanto segue:

  • occorre chiarire il ruolo, le competenze e la governance dell’Autorità con il coinvolgimento degli Stati membri e delle parti sociali europee e nazionali; queste devono essere coinvolte in ogni fase fino alla costituzione dell’Agenzia;
  • nulla è detto nelle prime comunicazioni rispetto alle questioni finanziarie concernenti l’Autorità: per capire quanto essa davvero possa essere operativa occorrerebbe conoscerne, anche in modo approssimativo, la dotazione finanziaria;
  • l’Autorità deve avere un organismo di direzione e un organismo di controllo che possa garantirne l’indipendenza, l’imparzialità e la trasparenza; all’organismo di controllo dovrebbero partecipare con propri delegati/e anche le parti sociali;
  • l’Autorità deve essere dotata di personale proprio e godere di autonomia e operatività; potrebbe essere utile avere a disposizione anche personale distaccato dalle autorità nazionali coinvolte: nel caso italiano, ad esempio, oltre alle parti sociali nazionali, sarebbe di primaria importanza il coinvolgimento delle autorità ispettive nazionali e dell’ANPAL;
  • per quanto riguarda le ispezioni e i controlli, l’Autorità dovrebbe potere avere accesso (senza ostacoli burocratici) ai database nazionali esistenti e si dovrebbe rafforzare la connessione a livello europeo di tali database, rivedendo in tal senso il BRIS (Business Registers Interconnection System) e il database che accompagnerà la creazione dello European Social Security Number;
  • l’Autorità dovrebbe poter sviluppare casi di studio, relazioni strategiche e promuovere riunioni tecniche di esperti nazionali con carattere operativo su questioni di particolare urgenza.La CGIL ritiene in particolare che l’Autorità non dovrebbe interferire con le attività ispettive nazionali, ma lavorare a supporto e amplificarne l’efficacia e l’efficienza, in particolare nelle situazioni di dimensione transnazionale, con la finalità di perseguire abusi e promuovere l’emersione di pratiche scorrette che approfittino di eventuali carenze di scambio di informazione o di buchi nella legislazione.L’Autorità dovrebbe facilitare l’accesso alla giustizia dei lavoratori e delle parti sociali vittime delle frodi, degli abusi e delle violazioni transnazionali.L’Autorità inoltre non dovrebbe interferire con i sistemi di contrattazione collettiva nazionale, né con i sistemi di fissazione dei salari.
Stampa questo articolo Stampa questo articolo