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Sport: presentazione ricerca e questionario Nidil e Slc

PER TE LO SPORT È UN LAVORO?

I lavoratori occupati nel mondo dello sport. Oltre un milione senza diritti e senza tutele

 Venerdì 12 gennaio 2018, ore 12

Roma, via de Frentani 4/a, Saletta delle Regioni

Guarda lo spot qui: spot “Lo sport per te è un lavoro”?

NIdiL e SLC Cgil presentano la seconda fase del progetto sul mondo del lavoro nello sport, settore ancora poco conosciuto e poco tutelato: per quanta parte sommerso? Quanto pesano il lavoro nero, precario o sottopagato? Quanti gli addetti tra i professionisti, il personale amministrativo e i servizi? Con quale tipo di contratto? Quante e quali ricadute avranno le misure introdotte con la Legge di Bilancio 2018 sulla materia?

Venerdì 12 gennaio, dalle ore 12, presso la saletta delle Regioni di via dei Frentani 4/a interverranno: Claudio Treves, segretario generale NIdiL Cgil, Fabrizio Solari, segretario generale SLC Cgil e Stefano Landi, Istituto SL&A Turismo e Territorio, curatore della ricerca “I lavoratori occupati nel mondo dello sport. Oltre un milione senza diritti e senza tutele” che traccia una fotografia sullo stato dell’arte del settore, basandosi sugli ultimi dati e elaborazioni disponibili di Istat, CONI Servizi, Isnart, Siae ed Eurostat.

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Il settore dello Sport, in Italia, serve oltre 19 milioni di persone, è costituito da circa 65mila società sportive e genera 5 miliardi di euro di entrate. A livello professionale i tesserati al CONI sono 4,5 milioni, tra i quali 1 milione di operatori sportivi. A livello dilettantistico sono impiegati quasi 90mila lavoratori, di cui l’85% retribuito con forme di contratti flessibili. A questi si devono aggiungere oltre un milione di volontari.

Soggetti “professionalizzati” e impiegati nello svolgimento di diverse discipline che, nella stragrande maggioranza dei casi, svolgono l’attività in modo prevalente ed esclusivo, ma spesso ricevono solo rimborsi spese, diarie e piccole cifre. Migliaia di giovani, ex atleti o laureati in scienze motorie o licei sportivi, che, per precisa scelta professionale, si approcciano allo sport come opzione lavorativa, ma poi si scontrano con le dinamiche di un settore produttivo poco regolamentato in termini di tutele e diritti dei lavoratori.

Le misure introdotte nella Legge di Bilancio 2018 estenderanno alle società sportive “lucrative” i copiosi benefici finora possibili solo per le società sportive dilettantistiche. In pratica, le società quotate in Borsa potranno godere degli stessi benefici della polisportiva di quartiere che promuove l’integrazione delle figure sociali fragili!

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