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Confapi: ipotesi rinnovo Ccnl piccole e medie aziende della Comunicazione, dell’lnformatica e dei Servizi lnnovativi

Nella tarda serata di lunedì 9 luglio 2018 i sindacati del settore SLC-CGIL, FISTel-CISL e UILCOM-UIL, le associazioni delle piccole medie aziende della Comunicazione, dell’lnformatica e dei Servizi lnnovativi – CONFAPI, UNIGEC-CONFAPI e UNIMATICA-CONFAPI – hanno siglato l’ipotesi di Accordo per il rinnovo del contratto nazionale di lavoro 1 luglio 2015 – 31 dicembre 2019 che coinvolge circa 3.000 aziende per un totale di 20.000 dipendenti, scaduto il 30 giugno 2015.

La firma dell’ipotesi di rinnovo del CCNL e arrivata al termine di una trattativa lunga e complicata, che aveva vista UNIGEC-CONFAPI e UNIMATICA-CONFAPI chiedere in modo pregiudiziale un allineamento normative e salariale al CCNL Comunicazione Artigianato, dopa che, quest’ultimo, avesse previsto l’applicazione della stesso aile aziende fino a 249 dipendenti.

La trattativa si è svolta in una fase di contrazione dei mercati di riferimento e un mutato quadro legislative sui temi del mercato del lavoro. Nonostante ciò, si è riusciti a concludere un’ipotesi di Accardo che conferma la centralità del CCNL, rafforzando contemporaneamente la contrattazione aziendale, che tutela il lavoro precario, riconoscendo ai lavoratori un aumento salariale certo e sostanzialmente in linea con l’indice di riferimento IPCA, anche in considerazione del fatto che gli aumenti previsti nell’ultimo rinnovo (2013-2015) risultavano molto più alti di quanto dettato dagli indici di riferimento ISTAT.

Per tutelare il potere d’acquisto dei lavoratori, l’intesa raggiunta prevede un aumento salariale basato su tre criteri:

– un aumento media complessivo di 50 euro mensili sui minimo tabellare (liv.C1 settore cartario cartotecnico – liv.6° settore grafico editoriale, informatica e dei servizi innovativi) suddiviso in tre tranche:
* dal 1o agosto 2018, 10 euro;
* dal 1o gennaio 2019, 20 euro;
* dal 1° ottobre 2019, 20 euro.

– è stata, inoltre, prevista un’importante azione positiva di Welfare contrattuale, a decorrere dal 1o gennaio 2019 con l’avvio del Fondo di Assistenza Sanitaria lntegrativa “SANAPI” per tutti i lavoratori a totale carico delle aziende per una quota pari a 10 euro mensili (120 euro annui);

– a decorrere dal 1o gennaio 2019 l’indennità sostitutiva del premio di risultato e l’elemento di garanzia retributiva vengono sostituiti da “flex benefitis” per un importo annuo di 258 euro a lavoratore. Le aziende dovranno mettere a disposizione di tutti i dipendenti a partire dal mese di febbraio di ogni singolo anno detto importo da utilizzare entro il 31 dicembre dell’anno stesso. A livello aziendale si terrà conto delle esigenze dei lavoratori per individuare la gamma di beni e servizi coerenti con le finalità dello strumento “flex benefits”.

Quanto all’orario di lavoro, a decorrere dal 1o gennaio 2019 la durata media della prestazione lavorativa viene portata dalle attuali 38 ore e 30 minuti a 39 ore medie settimanali. Vengono riconosciute 16 ore di ROL (riduzione orario di lavoro) su base annua, nella misura di 8 ore a partire dal 1o gennaio 2019 e ulteriori 8 ore a decorrere dal 1o gennaio 2020.

In aggiunta a quanto sopra, a decorrere dal 1o gennaio 2019, vengono riconosciute nella misura di 32 ore su base annua, i riposi retribuiti a fronte delle festività abolite dalla legge 54/77 e successive modificazioni.

Dal 1o gennaio 2019 Ia tredicesima mensilità è fissata nella normale retribuzione mensile percepita, passando dalle attuali 192 ore e 30 minuti alle 169 ore e, per l’area impiegatizia dal riconoscimento di 30/26 a 26/26. Questa adeguamento a tutti gli altri CCNL e stato compreso nella parte economica di aumento sui minimi salariali identificandolo nella seconda tranche prevista con il 1o gennaio 2019 pari a 20 euro mensili.

Ulteriori informazioni e dettagli sui contenuti dell’ipotesi di intesa saranno forniti nelle assemblee e nelle iniziative sindacali che saranno programmate sin dai prossimi giorni nei luoghi di lavoro del settore.

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