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A pochi giorni dalla sigla di un complicato contratto, con al centro la valorizzazione delle produzioni interne, la riduzione dei costi esterni (appalti e consulenze), l'efficientamento e la valorizzazione delle professionalità interne, ci giunge la notizia che un programma di Rai 2, "Parliamone in Famiglia", fino a ieri prodotto tutto da personale Rai, sarà sostituito da un format prodotto da Endemol dal nome evocativo: "Detto Fatto".
Non capiamo se tale scelta, a ridosso della consultazione referendaria per l'approvazione del testo contrattuale sia una stonatura o una verifica di reattività, la cosa evidente è che la Rai, ancora una volta, fa una scelta sbagliata e contraria a quanto dichiarato e agli impegni presi con le OO.SS..
Il sindacato ha firmato con serietà, anche se ancora in Ipotesi, un testo di rinnovo contrattuale ed anche se ancora non è formalmente efficace, visti gli accadimenti, chiede all'azienda di accedere a quelle regole fissate sul controllo e la verifica degli appalti come da comma 3 e 4 dell'art. 12 in tempi rapidi.
Non vorremmo trovarci, a pochi giorni da una firma che impegna anche i lavoratori al risanamento e rilancio dell'azienda, con un proprio sacrificio, essere costretti a riscontrare, da parte aziendale, comportamenti contrari agli impegni presi.
Il risanamento ed il rilancio della Rai non passano solo dal contenimento del costo del lavoro, ma, come tutti sappiamo, da serie politiche editoriali ed industriali, di cui quello che si sta denunciando (e avremmo anche altri esempi) è l'esatta negazione.
Invitiamo il Direttore Generale a verificare comportamenti difformi da quanto da lui indicato per il risanamento aziendale.
Chiediamo con forza che gli impegni presi in sede contrattuale non si perdano nei meccanismi aziendali che hanno condotto la Rai al punto difficile in cui è oggi.
Roma, 15 febbraio 2013
LE SEGRETERIE NAZIONALI
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