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La scrivente organizzazione sindacale, facendo seguito a quanto a voi comunicato in data 05.10.2017 e 23.05.2017, continua a ricevere segnalazioni dai territori circa Vostre iniziative mirate al ripianamento per incasso di banconote false da parte degli OSP.
Come più volte evidenziato, la scrivente ritiene che la mancata dotazione delle strumentazioni atte a rilevare la falsità dei titoli presso ogni sportello postale, comporti automaticamente una chiara scelta aziendale di voler rinunciare alla giusta cautela e sicurezza nello svolgere la propria attività di intermediazione monetaria e finanziaria, differentemente da quanto avviene presso i competitors, il che pone esclusivamente in capo a Poste Italiane la responsabilità per il rischio di incasso o messa in circolazione di banconote o titoli contraffatti.
Inoltre, ribadiamo ancora una volta, l’aver erogato corsi On Line sull’argomento non pone gli operatori in condizioni di effettuare con certezza un riconoscimento manuale degli indicatori di falsità e, pertanto, non si può far ricadere sugli stessi responsabilità di cui l’azienda si è sgravata attraverso una blanda formazione in materia.
Si ritiene doveroso porre in sicurezza l’operatività quotidiana dei dipendenti che lavorano sotto il continuo rischio di incorrere, loro malgrado, in fenomeni di riciclaggio e falsità di titoli sempre più complicati da individuare, soprattutto alla luce dell’ingente numero di
banconote o assegni con cui quotidianamente vengono a contatto nell’espletamento della propria attività lavorativa. Tale messa in sicurezza non può non passare attraverso un degno investimento atto a dotare ogni postazione dell’adeguata strumentazione a supporto, non potendosi risolvere la stessa nella mera erogazione di ore di formazione.
Assistiamo oggi alla messa in mora di molti lavoratori cui viene chiesto il ripianamento volontario o coatto, attraverso la trattenuta in busta paga del relativo importo, delle banconote false inconsapevolmente incassate. Tale procedura non è accettabile, soprattutto alla luce di quanto fin qui dalla scrivente segnalato, il che ci costringe in mancanza di rettifica di tale determinazione, a rivolgerci alle competenti autorità per denunciare la scelta aziendale di sottovalutazione del rischio derivante dall’espletamento dell’attività di intermediazione monetaria e finanziaria.

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