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L’AD di Telecom Italia ha presentato oggi alle Segreterie Nazionali di SLC-CGIL, FISTEL-CISL e UILCOM-UIL le linee strategiche del piano d’impresa 2015-2017.

L’AD ha descritto un’azienda che, nel prossimo triennio, punterà alla crescita grazie ad una previsione di investimenti pari a circa 10 miliardi di euro. Di questi investimenti  una parte considerevole, circa 3 miliardi, sarà destinata allo sviluppo della NGN (mezzo miliardo sarà finalizzato allo sviluppo della FTTH). Un miliardo verrà destinato all’ulteriore implementazione della rete mobile LTE, con l’obiettivo di raggiungere per il 2017 il 95% della popolazione e, cosa ancora più importante, l’80% del territorio. Mezzo miliardo verrà destinato allo sviluppo del CLOUD, ultimando il data center in costruzione e prevedendone la costruzione di un secondo. Complessivamente si tratta di un investimento importante, maggiorato di più di un miliardo rispetto a quanto previsto nel precedente Piano, che nelle intenzioni del management aziendale vuole imprimere alla politica di Telecom un accelerazione nel campo dell’innovazione tecnologica e la consolidi nel ruolo di leader nel campo della telefonia sia fissa che mobile.

Questo piano di sviluppo rappresenterà, nelle intenzioni di Telecom, un importante punto di svolta anche nelle politiche occupazionali del Gruppo. Un programma così serrato di investimenti porterà infatti ad un piano di assunzioni di circa 4000 giovani diplomati e laureati che dovranno coprire specifici fabbisogni in termini di competenze nel campo delle nuove tecnologie. L’azienda ha ribadito come questo programma occupazionale potrà essere sviluppato attraverso nuovi strumenti legislativi (solidarietà c.d. “espansiva”) non appena  verranno effettivamente messi a disposizione.

Il Piano nel suo complesso rappresenta, a giudizio delle OO.SS, un’innegabile punto di svolta nella strategia aziendale. Dopo decenni di stagnazione durante i quali si è, essenzialmente, gestito il quotidiano, finendo però per  perdere quote importanti di mercato e, soprattutto, di leadership nell’innovazione, oggi Telecom presenta un Piano che, se attuato, può davvero rimetterla al centro del processo di innovazione del Paese. La scelta di “aggredire” soprattutto i segmenti maggiormente innovativi, la fibra per il fisso e LTE per il mobile, può, a breve, rivelarsi vincente in un mercato che sempre più vedrà premiare chi saprà offrire strumenti di trasporto di dati e contenuti  più moderni e accessibili. La riuscita di questo Piano di impresa riguarda non soltanto Telecom ed i suoi dipendenti ma, riteniamo, l’intero Paese, perché è innegabile che, se realizzato, rappresenterebbe la vera applicazione degli obiettivi europei sull’Agenda Digitale. In quest’ottica è auspicabile che anche il Governo, che pure da molto tempo si dice interessato a favorire lo sviluppo di Reti di nuova generazione, sia in condizione di fare la “propria parte” creando tutte le condizioni che rimuovano ostacoli ed impedimenti alla realizzazione del piano. In questo quadro ipotesi alternative di scorpori della rete o costituzione di una futuribile società nazionale della rete di nuova generazione sono, a nostro avviso, elementi che farebbero fare al Paese dei passi indietro su un programma che ci vede già seriamente in affanno e che non ammette ulteriori rinvii. Anche sul tema occupazionale il giudizio non può che essere positivo. E’ evidente però che sul tema specifico degli strumenti per realizzare questa parte di Piano andrà aperto un confronto costruttivo e condiviso con le lavoratrici ed i lavoratori di Telecom Italia.

L’unico elemento che veramente stride in questo contesto che, pur con le sue complessità, presenta degli elementi di motivato ottimismo è la vicenda del caring. Le OO.SS. hanno ribadito all’AD come la questione debba trovare una composizione che non può passare dalla societarizzazione. Continuare a percorrere questa strada rappresenterebbe, oggettivamente, un elemento di ostacolo in un momento nel quale, invece, c’è bisogno di un clima di collaborazione per realizzare pezzi importanti del Piano di impresa.

Comunicato stampa congiunto delle segreterie nazionali di Slc-Cgil, Fistel-Cisl e Uilcom-Uil

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