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Il 22 maggio si è riunito il coordinamento unitario delle rsu di Transcom Italia per analizzare la decisione aziendale di avviare una procedura di scissione societaria e le risposte sindacali da mettere in campo.

Il coordinamento unitario, unitamente alle Segreterie nazionali e territoriali di SLC-CGIL, FISTEL-CISL, UILCOM-UIL e UGL Telecomunicazioni, ha espresso forti preoccupazioni per una scelta ritenuta sbagliata. Secondo il Sindacato la pretesa di raggiungere una forte autonomia gestionale e decisionale nei vari ambiti commerciali (mercato “pubblico” e mercato “privato”) può tranquillamente essere raggiunta attraverso una divisionalizzazione dei due mercati. Societarizzare, e quindi rompere l’unicità dell’azienda, vuol dire indebolire i lavoratori di fronte a cali di volumi, possibilità di fare “solidarietà” fra territori e sedi.

Il sindacato confederale è perfettamente consapevole del fatto che lo stato drammatico del settore dei call center italiani è principalmente imputabile alla totale assenza del Governo che, con la propria inattività, sta condannando un comparto ad un inesorabile tracollo. Con la scelta di Transcom si privano i lavoratori di strumenti di “difesa” e, secondo il sindacato, si asseconda il piano inclinato.

Sulla base di queste considerazioni le Segreterie Nazionali e territoriali ed il coordinamento unitario hanno deciso di indire mezz’ora di sciopero a fine turno (sia per i full time che per i part time), VENERDI’ 12 GIUGNO p.v., in tutte le sedi aziendali contro la decisione aziendali e per portare l’azienda ad un confronto serio su come garantire i lavoratori dal serio rischio di dividerne i destini dinanzi ad un mercato che ogni giorno diventa più folle e deregolamentato.

Le Segreterie Nazionali di SLC-CGIL, FISTEL-CISL, UILCOM-UIL e UGL Telecomunicazioni

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