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Non uno dei tanti magazine d’informazione, ma il simbolo di un giornalismo d’inchiesta che ha fatto scuola. La cessione del settimanale L’Espresso a Danilo Iervolino – patron di Bfc media e fondatore dell’università telematica Pegaso – è senz’altro il sintomo dell’ormai nota e diffusa crisi della carta stampata. Ciononostante, è una notizia che fa rumore, persino nel frastuono assordante della guerra in Ucraina.

La vendita da parte della società Exor, entrata in possesso della testata appena tre anni fa, “non equivale certo a una chiusura, ma è comunque un segnale preoccupante” – avverte Giulia Guida, Segretaria nazionale Slc Cgil.

I timori non concernono solo il destino del settimanale, ma anche quello del gruppo Gedi nel suo complesso, le cui scelte “incentrate su informazione real time e contenuti digitali potrebbero portare a un forte ridimensionamento degli attuali perimetri occupazionali” – paventa Guida.

Ecco perché “ieri abbiamo chiesto un incontro urgente sulla riorganizzazione delle attività editoriali del gruppo al direttore delle Risorse Umane. Auspichiamo di ricevere un riscontro immediato e di poterci confrontare con una visione imprenditoriale di ampio respiro” – conclude la Segretaria.

Roma, 9 marzo 2022

Ufficio Stampa SLC CGIL

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