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Negli scorsi giorni, dopo alcuni scambi formali di comunicazioni tra sindacati e azienda, Sky ha annunciato, anche a mezzo stampa, la volontà di proseguire da sola il percorso riorganizzativo che prevede 194 esuberi e 378 trasferimenti, con la conseguente riduzione del 70% della forza lavoro di Roma, non soddisfatta dalle modalità rivendicative adottate dalle organizzazioni sindacali." Lo annuncia una nota della segreteria nazionale di Slc Cgil.
"Non ci stupisce che Sky, dopo una prima fase di apparente disponibilità, abbia dichiarato esplicitamente la volontà di gestire individualmente gli esuberi ed i trasferimenti."
"Un conto è annunciare la volontà di un confronto paritario per trovare soluzioni equilibrate e condivise - prosegue la nota - un conto è pretendere che il sindacato accetti quanto già stabilito dalle aziende."
"L’indisponibilità aziendale a presentare un Piano Industriale aggrava ulteriormente il clima generando ulteriore preoccupazione nei lavoratori per il futuro assetto sull’intero territorio nazionale. Infatti, in aggiunta a quanto già previsto dall’azienda sul sito di Roma, da tempo circola l’idea che si possa procedere alla cessione del contact center situato a  Sestu (CA), e non ci sfugge che nuove  operazioni di riorganizzazione a livello europeo potrebbero sottrarre attività e risorse anche a Milano, come sta già avvenendo per il settore Finanza."
"Per questo l’8 marzo i sindacati hanno scritto al Presidente del Consiglio, Gentiloni,  al Ministro dello Sviluppo Economico, Calenda, e al  Ministro del Lavoro, Poletti, per evidenziare la forzatura aziendale e l’esigenza di avviare un tavolo di confronto istituzionale - sottolinea Slc nel comunicato.
"Ribadendo l’inaccettabilità di procedere pedissequamente  ad una ristrutturazione così pesante a fronte di un andamento economico fortemente positivo del gruppo europeo e di Sky Italia, l’interruzione del confronto ci costringe ad una nuova e immediata dichiarazione di sciopero."
"Non sarà una vertenza breve e semplice, come inizialmente annunciato da Sky.
Viste le dimensioni del fenomeno riorganizzativo ci saremmo aspettati un confronto di merito serio e fattivo e non il prosieguo di reiterati tentativi di contrattazioni individuali atti a spingere le singole lavoratrici ed i singoli lavoratori ad accedere  ad una risoluzione“ volontaria” del rapporto di lavoro o ad accettare sic et simpliciter il trasferimento presso altra sede. Lo sciopero è proclamato per l’intera giornata del 17 Marzo."
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