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Produzione culturale

Roma, 6 maggio - “Non è più accettabile che l’arbitro, figura centrale dello sport, spesso esposto a rischi fisici e verbali, operi senza le tutele e il riconoscimento adeguati”. Lo dichiarano la segretaria nazionale e il segretario generale Slc, Sabina Di Marco e Riccardo Saccone, in occasione della nascita della sezione Arbitri del sindacato dei lavoratori della Comunicazione della Cgil.
Lo scopo, proseguono i segretari, è quello di “assicurare un lavoro sicuro, dignitoso e regolamentato a tutti gli arbitri, a partire dai più giovani”. Ad oggi, infatti, l’arbitro è riconosciuto come lavoratore dal D.Lgs. 36/2021, pur restando di fatto escluso dai diritti garantiti ad altre categorie. In assenza di un contratto collettivo che disciplini ruolo, compensi e sicurezza, si moltiplicano situazioni di precarietà e forte disagio: dalla mancanza di versamenti previdenziali e assicurativi, all’assenza di protezione legale in caso di aggressioni o incidenti.
Tra le rivendicazioni più urgenti ci sono dunque: minimi salariali dignitosi, copertura Inail e previdenziale, riconoscimento dell’attività come lavoro a tutti gli effetti, tutela contro le violenze fisiche e verbali, formazione continua e valorizzazione dei percorsi formativi. Obiettivi da raggiungere facendo leva sull’articolo 33 della Costituzione che promuove il valore educativo e sociale dell’attività sportiva.
“È tempo che chi fa rispettare le regole le veda finalmente riconosciute”, chiosano Di Marco e Saccone, sottolineando infine come la nascita della sezione arbitri in Slc contribuisca ad affermare “lo spirito della campagna referendaria della Cgil, in quanto rafforza la rappresentanza collettiva dei diritti e il ruolo fondante di lavoratrici e lavoratori nella società”.

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