Fondazioni lirico-sinfoniche verso presidi, scioperi e manifestazione nazionale a Roma
per il rinnovo del contratto e contro l'immobilismo del ministero della Cultura
Roma, 18 febbraio - Il contratto nazionale è scaduto da oltre un anno, le retribuzioni sono ferme al palo così come il percorso di riforma di cui le Fondazioni lirico sinfoniche hanno bisogno: il ministero della Cultura non solo non stanzia le risorse necessarie ma si sottrae al confronto, su queste e altre vertenze, più volte sollecitato dal Coordinamento nazionale delle fondazioni lirico sinfoniche con Slc Cgil, Fistel Cisl, Uilcom Uilm e Fials.
Di qui la decisione di avviare, dalle prossime settimane, un percorso di mobilitazione con presidi davanti alle Prefetture di tutte le città sedi di Fondazioni Lirico-Sinfoniche, con consegna ai Prefetti di un documento illustrativo delle ragioni della vertenza.
Una manifestazione nazionale a Roma delle lavoratrici e dei lavoratori delle FLS sotto la sede del Ministero della Cultura.
La proclamazione di scioperi e ulteriori forme di agitazione sindacale, che saranno calendarizzati qualora dovesse permanere l’attuale, situazione di stallo.
Le risorse, la riforma del Codice dello Spettacolo,con la rivendicazione, tra l'altro, dell'istituzione di Corpi di ballo stabili; la mancata esclusione del settore dai vincoli imposti dalla Legge 207/2024 in materia di turnover (assunzioni limitate al 75% della spesa del personale cessato), che comprometterà la capacità operativa delle Fondazioni e aggraverà la già cronica carenza di organico, alimentando precarietà e destrutturazione del lavoro.
Sono queste le istanze dei sindacati per un settore che rappresenta migliaia di artisti, tecnici e amministrativi che garantiscono la diffusione della cultura lirica, sinfonica e di balletto. Verso di loro si registra una grave indifferenza da parte del ministero della Cultura che è indifferenza non solo verso il valore stesso della cultura italiana ma anche verso l'indotto economico che genera.
Tutto trattato come una “variabile residuale”, subordinata alle oscillazioni e alle intemperanze della politica culturale, ultimamente un po’ troppo impegnata a presenziare iniziative propagandiste, non preoccupandosi delle maestranze con i salari bassi e serie difficoltà ad arrivare alla fine del mese.
A fronte dell’immobilismo delle controparti istituzionali e datoriali, il Coordinamento nazionale ha deliberato all’unanimità l’avvio del percorso di mobilitazione descritto che verrà intensificato - se necessario - fino al raggiungimento degli obiettivi illustrati. I sindacati rivolgono un ulteriore perentorio appello al ministero della Cultura e ad Anfols affinché venga immediatamente aperto un tavolo di confronto serio e concreto. Diversamente, la responsabilità del conflitto ricadrà interamente su chi ha scelto l’indifferenza al dialogo.
Il Coordinamento nazionale unitario delle Fondazioni, in sintonia con le segreterie nazionali di Slc Cgil, Fistel Cisl, Uilcom Uil e Fials,esprime solidarietà ai colleghi di Venezia e condanna con fermezza le esternazioni di accuse e di offensive menzogne che tendono a colpire le persone, a delegittimare l’azione sindacale ed il diritto costituzionale al dissenso.
La dignità del lavoro nelle Fondazioni Lirico-Sinfoniche non è negoziabile.
Ufficio Stampa Slc Cgil