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Segreteria Nazionale

Roma, 27 ottobre 2021

Spett.le Poste Italiane

Dott. Matteo Del Fante
Amministratore Delegato

e pc Dott. Giuseppe Lasco
Condirettore Generale

Dott. Pierangelo Scappini
Responsabile RUO

e pc Maurizio Landini
Segretario Generale CGIL

Fabrizio Solari
Segretario Generale SLC CGIL

Oggetto: Il Gruppo Poste Italiane e la sfida della trasformazione digitale

Gent.mo Dott. Del Fante,

con il presente documento la Slc-Cgil intende sollecitare l’apertura di un confronto su alcuni temi di fondo del futuro prossimo di Poste Italiane e del Paese.

Prima di entrare nel merito degli argomenti oggetto del confronto riteniamo opportuno condividere con Lei alcune premesse. Come più volte sottolineato, anche nel corso delle recenti trattative per il rinnovo del Contratto Collettivo di Lavoro del Gruppo Poste Italiane, la Slc-Cgil ritiene assolutamente urgente ed indispensabile trovare forme nuove e più cogenti di partecipazione delle lavoratrici e dei lavoratori alle decisioni strategiche per il futuro dell’Azienda. In questo senso non possiamo che auspicare una partenza rapida e fattiva del confronto, così come previsto nelle more della rinnovazione contrattuale.

Il tema della partecipazione assume peraltro un valore, se possibile, ancora più rilevante in conseguenza del momento particolare che stiamo attraversando. La tragedia della pandemia ha prodotto un’enorme accelerazione di processi già in atto nel Paese, nella società, nel tessuto produttivo e, in ultimo, nell’organizzazione del lavoro. I drammatici giorni del lock down del 2020 hanno rappresentato un gigantesco stress test non solo per il Gruppo Poste Italiane, ma per tutto il Paese. Le case degli italiani si sono trasformate in uffici, scuole, ospedali e anche gli italiani più restii hanno dovuto fare i conti con la realtà dell’e-commerce, con la necessità di un approccio digitale alla PA, perfino con la socialità mediata dalla tecnologia finanche per mantenere i rapporti con le persone più care. Questo enorme stress test certamente non ha sciolto i nodi che la sfida della digitalizzazione pone al sistema Paese da tempo, temi mai affrontati compiutamente, ma ci ha dimostrato che il futuro è ora. Da questa condizione non si tornerà più indietro ed è compito della classe dirigente del Paese provare ad accompagnare questa trasformazione, compito che la Slc-Cgil intende svolgere per quanto di nostra competenza.

In tutto ciò la principale, decisiva, novità politica è il diverso approccio dell’Europa che, abbandonando politiche economiche rigoriste che stavano minando le fondamenta stesse dell’Unione, ha sposato una visione espansiva e più solidale che, tra gli altri, ha prodotto l’importantissimo progetto Next Generation EEUU, il quale a sua volta ha permesso la costituzione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. Il PNRR rappresenta probabilmente l’ultima chiamata possibile per rilanciare l’Italia verso un futuro di stabilità e di benessere, certamente un’occasione da non fallire anche, e forse soprattutto, perché imporrà un’ulteriore pressione sui conti del Paese, gravando le future generazioni di ulteriori debiti e di enormi responsabilità la classe dirigente, a partire dai Governi che si susseguiranno.
Se la sfida è per tutto il Paese, in questo processo di ampio respiro e lunga durata, le imprese svolgeranno un ruolo decisivo affinché l’ingente massa di denaro che il PNRR garantisce si traduca in un concreto progresso economico, sociale ed ambientale. Su questo punto la Slc-Cgil ha le idee chiare da tempo: in un contesto di forte concorrenza internazionale servono politiche industriali condivise da tutto il sistema e aziende di dimensioni e con governance adeguate alla sfida. Soprattutto in settori strategici per lo sviluppo non solo economico di un Paese servono veri e propri “campioni nazionali”, aziende in grado di competere in un mercato globalizzato e che sappiano trascinare interi settori e fare da volano a tutto il tessuto economico del Paese. Secondo noi, Poste Italiane ha le potenzialità e il compito storico di assurgere questo ruolo in una duplice veste: sia come player principale nel settore determinante dell’ultimo miglio della Logistica, sia come acceleratore del processo di digitalizzazione del Paese, accompagnando la modernizzazione della PA e garantendo al contempo la coesione sociale, economica e territoriale del Paese.

In sintesi se, come crediamo, il PNRR è un’occasione storica e irripetibile per provare a ridare slancio all’Italia, vincere la sfida tecnologica e restituire alle nuove generazioni un Paese più giusto e coeso, a un passaggio di tale rilevanza per il futuro di tutti noi deve corrispondere un impegno straordinario per garantire la massima partecipazione di tutte le parti sociali, come sollecitato a tutti i livelli dalla nostra Organizzazione. In questo contesto i “campioni nazionali”, le aziende Paese, e tra queste per ruolo e storia non può mancare il Gruppo Poste Italiane, devono aprirsi al confronto con le Organizzazioni di rappresentanza delle lavoratrici e dei lavoratori sul proprio futuro e sulla propria collocazione all’interno di un progetto di Italia futura che sia patrimonio collettivo e condiviso.
Venendo all’oggetto del confronto che vorremmo si aprisse, non possiamo che partire dal ruolo assegnato a Poste nel PNRR.

Abbiamo seguito con grande attenzione la presentazione da parte di Poste Italiane del progetto ‘Polis – Case dei servizi di cittadinanza digitale’, un’iniziativa che dovrebbe fruire di ingenti finanziamenti messi a disposizione dal PNRR e che, per quanto abbiamo potuto comprendere, non possiamo che considerare positiva. Ma questo progetto quali ricadute produrrà sull’occupazione? Quanti nuovi posti di lavoro genererà, e di che tipo? Come si inserisce nelle prospettive industriali complessive di Poste Italiane? Quali evoluzioni si aspetta nel medio termine il gruppo dirigente di Poste sui mercati di riferimento e quali quindi le trasformazioni necessarie?

Come già detto, oggi più che mai, la Slc-Cgil ritiene assolutamente necessario e doveroso il coinvolgimento delle OO.SS, nel rispetto di ruoli, attribuzioni e differenti interessi, nelle scelte di fondo che l’Azienda dovrà intraprendere per affrontare questa delicata fase di cambiamento. In gioco ci sono non solo il futuro del Gruppo Poste Italiane, del suo ruolo strategico e della sua tenuta occupazionale, ma più in generale il futuro del Paese e il buon esito di miliardi di euro di denaro pubblico, in buona parte a debito sulle future generazioni. Riteniamo che il Sindacato, per quanto di sua competenza, ed al pari di tutti gli altri attori in campo, debba essere coinvolto e assumersi le proprie responsabilità.

L’impatto delle trasformazioni tecnologiche, della digitalizzazione, sarà pervasivo anche in Poste Italiane e nessun comparto aziendale ne risulterà immune.
PCL è attraversata da tempo da un mutamento profondo e gli effetti della pandemia hanno accelerato processi già in atto. A prova di ciò ci sono le continue modifiche all’organizzazione del lavoro messe in atto dall’Azienda negli ultimi anni, con l’annuncio di una imminente importante ulteriore riorganizzazione. L’acquisizione di Nexive, l’entrata di Poste in Sengi Express Limited, sono solo le ultime mosse che dimostrano la volontà dell’Azienda di consolidarsi nel suo mercato di riferimento più tradizionale e allo stesso tempo provare a cogliere le sfide del digitale. Sfugge però il quadro d’insieme. Il posizionamento cui si vuole arrivare e attraverso quali passaggi successivi.

In parte diversa la situazione di MP dove la trasformazione in atto è altrettanto importante, ma probabilmente meno traumatica. I conti della divisione, a differenza di quanto avviene su PCL, certamente non impongono salti repentini, a volte appunto traumatici, ed i processi di adattamento ai mutati scenari del mercato di riferimento potrebbero risultare più graduali. Basti prendere in esame i contenuti del progetto ‘Polis’, con la realizzazione del cosiddetto ‘Sportello unico’, e il progressivo mutamento nella composizione della forza lavoro e delle competenze richieste degli addetti della divisione per poter continuare ad operare proficuamente. Anche in questo contesto la domanda è la medesima: quale il posizionamento cui si tende e attraverso quali step intermedi? Che effetti avrà il progetto ‘Polis’ sulla rete degli Uffici Postali e sull’occupazione nella divisione? Come si intreccerà con il complesso delle Politiche Attive in atto? In un contesto in cui il Sindacato denuncia da tempo forte carenza di personale, riteniamo che dovrebbe essere un interesse comune inquadrare le singole operazioni e i passaggi intermedi in un processo più ampio, complessivo e condiviso.

Parlando di nuove tecnologie e trasformazione digitale un passaggio specifico merita DTO, Digital, Technology & Operations. Dalla digitalizzazione degli archivi, alla sempre maggior invasività di algoritmi e intelligenza artificiale nell’operatività quotidiana delle Customer Operations, al nodo decisivo delle scelte industriali che il gruppo farà su cloud e data center, questa divisione, al momento, per le conoscenze di cui disponiamo, è la grande incompiuta. Perché il Gruppo Poste Italiane possa continuare, anche in prospettiva, a rappresentare un punto di riferimento nello scenario produttivo del Paese, DTO dovrebbe acquisire progressivamente nel tempo una centralità sempre maggiore nel progetto industriale dell’Azienda. Pensiamo infatti che quota parte dei processi oggi core per le altre divisioni progressivamente si sposteranno su ambiti di appannaggio di DTO, ma sicuramente sarà sul piano delle piattaforme tecnologiche e della loro fruibilità diffusa che Poste Italiane si giocherà una fetta importante del proprio futuro. In questo senso risulteranno decisive le scelte industriali e gli investimenti che saranno (o non saranno) garantiti su alcune partite importanti, a partire dall’investimento centrale sul capitale umano e le conseguenti scelte di make or buy.

E, come si diceva, nessuna divisione aziendale resterà immune dalle trasformazioni in atto. Per quanto concerne Real Estate è sufficiente rammentare il secondo obiettivo del progetto ‘Polis’, con la creazione dei 250 ‘Spazi per l’Italia’ e le 5000 postazioni di co-working. Real Estate avrà un ruolo centrale nel processo di riconversione degli spazi di lavoro di Poste in funzione della progressiva adozione di modelli di organizzazione di lavoro sempre più smart e logiche di maggiore sostenibilità ambientale. Sicuramente il Lavoro Agile, forse il mutamento più immediatamente percepito nel mondo del lavoro a seguito degli effetti della pandemia, investirà tutti gli ambiti aziendali, con modi e impatti anche molto differenti, a partire per esempio dallo Staff, ambito in cui tutti i lavoratori saranno interessati da questa novità. Perfino nell’attività di vendita di MIPA in questi mesi sono state avviate sperimentazioni in coerenza con i mutati scenari, per esempio con l’adozione dello strumento delle video-consulenze.

Per concludere, la rilevanza dei processi in atto, la conseguente necessità di muoversi con una visione d’insieme e l’importanza dell’occasione rappresentata dal PNRR sono sotto gli occhi di tutti. In linea con quanto sostiene la Cgil, la Slc-Cgil ritiene necessario e urgente aprire un confronto serrato e concreto sul modello produttivo e l’organizzazione del lavoro che scaturiranno dai processi di digitalizzazione in atto nei settori di nostra competenza.
Riteniamo il Gruppo Poste Italiane un patrimonio importante del Paese, un vero e proprio “campione nazionale” da salvaguardare e valorizzare ulteriormente, accompagnando una trasformazione che certamente non sarà semplice, ma che si pone come inevitabile. Un cambiamento che, per certi versi, rappresenta una grande occasione. Poste Italiane deve continuare a svolgere un ruolo decisivo nel mantenimento della coesione territoriale dell’Italia, con le proprie reti, sia quelle logistiche che gli Uffici Postali, le quali dovranno continuare ad essere pervasive su tutto il territorio nazionale, coadiuvate da un’ulteriore rete di centri di specializzazione e competenze d’eccellenza, negli ambiti tradizionali ma soprattutto in quelli generati dalle nuove tecnologie. Un’azienda “a reti” che sappia ripensarsi mantenendo un forte radicamento su tutti i territori, anche attraverso politiche occupazionali mirate che permettano una distribuzione equilibrata delle opportunità e della ricchezza prodotte dalla digitalizzazione. Gli ingenti investimenti previsti dal PNRR dovranno restituire occupazione stabile e di qualità, e laddove la tecnologia permetterà maggior flessibilità nella collocazione del capitale umano andranno evitate eccessive concentrazioni su poche realtà: secondo noi il Gruppo Poste Italiane anche nell’affrontare questa sfida dovrebbe continuare a svolgere la propria missione di inclusione e coesione sociale e territoriale.

Nel ringraziarLa per l’attenzione, vogliamo concludere riferendoci ad un’interessantissima intervista da Lei rilasciata pochi giorni fa sul più importante quotidiano economico del Paese. In questa intervista leggiamo che nei prossimi anni in Poste Italiane ‘Il turn over fisiologico e le uscite per pensionamento e prepensionamento riguarderanno 30 mila persone e creeranno nuove opportunità di assunzione, con l’obiettivo di portare nella società un’iniezione storica di nuove competenze sul digitale, sulla sostenibilità e sulla finanza.’, e che Lei sarebbe convinto che questa sfida si può vincere ‘solo attraverso il dialogo continuo con gli stakeholder’. Condividiamo appieno l’idea che solo attraverso il dialogo e la condivisione si possano vincere le sfide della digitalizzazione, della sostenibilità ambientale e, più complessivamente, del rilancio del Paese.

Dott. Del Fante, ci aspettiamo che alle buone, anzi ottime, intenzioni seguano a stretto giro fatti concreti. Ed in attesa di iniziare un confronto sicuramente complesso ma allo stesso tempo molto stimolante, cogliamo l’occasione per fare a Lei, al gruppo dirigente del Gruppo Poste Italiane, e a tutti Noi un enorme in bocca lupo, nella consapevolezza che ci aspetta un compito arduo e decisivo.

Distinti saluti.

Nicola Di Ceglie
Segretario Nazionale SLC CGIL
Area Servizi Postali

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