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Leggiamo oggi con un certo interesse un articolo del Senatore Dell’Olio sulla vicenda dell’internalizzazione del call center dell’Inps.

Purtroppo ci corre l’obbligo di constatare come, al di là della solita propaganda sulla bontà dell’operazione e qualche inutile polemica sulle vicende sindacali di questi giorni, si continui a tacere su come verrà realizzato il processo.

Il Senatore, non senza una certa capziosità, corre in soccorso del Presidente dell’Istituto sul numero delle persone impattate, attribuendo al sindacato la scelta di favorire una ipotetica “elefantiasi” del perimetro a scapito delle condizioni di lavoro delle persone già assegnate. Tutto giusto se non fosse che le “login” per adibire le persone alla risposta vengono fornite dall’Istituto. Quello stesso Istituto
che, per bocca del responsabile della commessa lo scorso 3 marzo, affermava via email che “questo Istituto, allo stato non detiene la situazione aggiornata del personale del Contact Center…si interessano codeste OO.SS. a voler eventualmente rivolgere la richiesta in parola al gestore del servizio, il RTI …”.

E’ ben strano che oggi il Senatore Dell’Olio venga a rimproverare al Sindacato di non aver assolto ad obblighi che non ha, né per statuto né per competenze. Piuttosto l’Istituto presieduto dal professor Tridico cosa faceva in quei mesi tumultuosi? Che controllo esercitava sul servizio erogato? Le società appaltatrici potevano, secondo il Senatore, generare in autonomia le login con buona pace del controllo della spesa e della congruità del Budget?

Ancora a febbraio del 2021 fu lo stesso Presidente ad indicare nel perimetro al 31 gennaio il numero congruo di 3200 persone tutte part time, perimetro che all’epoca considerava ancora le persone parzialmente adibite sulla commessa AdER (peraltro tutte con una notevole anzianità sul servizio Inps). Salvo poi cambiare idea.

E che qualche problema ci sia sulla fotografia della platea lo testimoniano anche i vari emendamenti presentati nel tempo, almeno uno a firma di un collega di partito del Senatore Dall’Olio, che provano ognuno a dare una propria interpretazione.

inps senatore tw

Forse sarebbe davvero il caso di smetterla con queste “guerre di posizione” ed ammettere tutti che abbiamo un problema. A quattro mesi dalla fine della commessa non c’è la benché minima chiarezza su come si voglia effettuare l’operazione. Non si contano più i mesi da quando abbiamo iniziato a sollecitare l’Inps a fare chiarezza sul modello di internalizzazione e sulle “regole” perché, banalmente e con buona pace del Senatore, sapevamo che saremmo arrivati esattamente qui: al rischio di una “guerra fra lavoratori”, una corsa ad esserci in un processo che, nell’Italia ancora scossa dalla pandemia, viene visto da moltissimi come “l’occasione della vita”. Ci voleva molto a capirlo?

Purtroppo, constatiamo che alle nostre azioni per aprire il confronto su come uscire dalla situazione attuale, si continua a rispondere con la propaganda e con il tentativo - neanche troppo velato - di mettere le persone le una contro le altre.

A oggi ci risulta che il confronto con le aziende uscenti per organizzare il passaggio sia di fatto fermo. Con chi sta parlando l’INPS per evitare che un’operazione meritoria si trasformi in un caos dove ne perderanno i lavoratori e il servizio stesso? Noi non discutiamo le posizioni del Senatore Dell’Olio, ci limitiamo a costatare che nella confusione di oggi non ci siamo arrivati per caso. Non sappiamo il Senatore, ma noi riteniamo di dover rispondere alle centinaia di persone che a oggi sembrerebbero essere tagliate fuori dal processo, perché noi vogliamo reinternalizzare sia il servizio sia le persone e a condizioni economico-normative giuste e dignitose.

Non parliamo necessariamente solo di “ultimi arrivati” come adombra il Senatore. Lo si chieda ai non diplomati che non potranno partecipare alla selezione, avendo magari anni di anzianità sulla commessa, o ai lavoratori adibiti anche alla commessa AdEr ma da anni impegnati su INPS. Per non parlare di come verrà effettuata la selezione e di quale garanzia potranno avere le persone oggi assegnate sul servizio di fronte a una partecipazione massiccia (sempre il Presidente parlò a queste OO.SS. di un bando per 5000 posti da mettere a graduatoria, o ha cambiato idea anche su questo?)

Aspettiamo con ansia risposta dal Senatore Dell’Olio.

Tutto questo mentre la fine della commessa è praticamente arrivata. E’ un problema solo nostro??

Uno sciopero non lo si proclama mai a “cuor leggero”. Proprio per questo bisognerebbe, prima di adombrare chissà quali secondi fini, avere la bontà di informarsi e, soprattutto, l’umiltà di confrontarsi. Noi siamo disponibili, lo chiediamo a gran voce da mesi. Fuori da ogni retorica propagandistica e con il solo fine di evitare che molte persone possano uscire da questa vicenda con la propria posizione lavorativa notevolmente peggiorata.

Roma, 19 luglio 2021

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