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Il negoziato per il rinnovo del contratto collettivo di lavoro delle telecomunicazioni, scaduto il 31 dicembre 2022, è in una fase di stallo dallo scorso dicembre. Nonostante i considerevoli passi in avanti effettuati in riferimento alla parte normativa, l’atteggiamento dilatorio di Asstel nel trattare gli elementi relativi alla parte economica hanno determinato l’interruzione del confronto.
Il confronto in ambito governativo sui temi industriali e regolatori del settore delle Telecomunicazioni, tenuto conto delle continue fibrillazioni che si susseguono da mesi tra i vari operatori del settore, attraverso aggregazioni e/o scomposizioni organizzative, prosegue con lentezza e senza evidenti interventi concreti a favore del comparto ed in una vera logica di prospettiva industriale di un settore che deve essere considerato strategico per il Paese. Non da ultimo il rinvio del tavolo politico di confronto dello scorso 12 febbraio, derubricato ad incontro tecnico. Un incontro che ha sicuramente mostrato un confronto di merito sui temi posti, ma che attende risposte concrete da troppo tempo.

Se, nella compagine delle aziende rappresentate da Asstel, si ritiene che il rinnovo del contratto collettivo di lavoro sia da subordinare agli interventi normativi e regolatori in ambito TLC si commette un grossolano errore. Slc-Cgil Fistel-Cisl, Uilcom-Uil nel corso dell’ultimo decennio, a tutti i Governi che si sono alternati negli anni, hanno provato a suggerire interventi mirati alla salvaguardia del settore, concentrandosi sui temi delle scelte industriali a difesa dell’occupazione, per riconoscere il settore quale asset strategico per il sistema Paese, rilanciando l’attenzione sulle tematiche del lavoro. Ma troppo spesso le scelte industriali dei vari Governi sono andati in direzione opposta, determinando un mercato deregolamentato che ha comportato una riduzione importante dei ricavi, derivata da una concorrenza eccessiva incentrata sul ribasso delle tariffe e che ha ridotto considerevolmente gli investimenti.

A pagare le conseguenze delle scelte governative e manageriali, non possono essere le lavoratrici ed i lavoratori delle telecomunicazioni, che da oltre 2 anni attendono il rinnovo del loro contratto di lavoro. Dopo anni con fenomeni inflattivi che hanno messo a dura prova il potere di acquisto un rinnovo di contratto che restituisca un giusto aumento salariale non è più rinviabile.
Le Segreterie nazionali di Slc-Cgil Fistel-Cisl, Uilcom-Uil, pertanto, hanno proclamato lo sciopero delle prestazioni straordinarie ed accessorie dal 2 al 31 marzo, con la previsione della astensione per l’intera giornata di lunedì 31 marzo 2025.

Nei prossimi giorni saranno definiti calendari delle assemblee per dare ampia informativa alle lavoratrici ed ai lavoratori sulla situazione del settore e le cause che hanno determinato la rottura del negoziato. Contestualmente saranno programmate iniziative di protesta e mobilitazione a sostegno delle rivendicazioni previste nella piattaforma di rinnovo, che accompagneranno il percorso di preparazione allo sciopero del prossimo 31 marzo 2025.

Roma, 14 febbraio 2025

Le Segreterie Nazionali
SLC CGIL, FISTEL CISL, UILCOM UIL

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