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Ai/alle componenti del Comitato Area Editoriale Rai
E p.c. Alle Segreterie Nazionali
FISTEL-CISL UILCOM-UIL FNC-UGL SNATER
LIBERSIND-CONFSAL

 OGGETTO: RICHIESTA D’INTERVENTO SU PROBLEMATICHE POLO REGIA

Carissim*,
mi scuso per questa risposta in tarda serata, ma, gli impegni quotidiani per la campagna elettorale in vista dei Referendum sul lavoro del 8 e 9 giugno hanno assorbito l’intera giornata.
Permettetemi innanzitutto di ringraziarvi per la vostra lettera, che, nella franchezza dei toni, mi permette di esplicitare in modo altrettanto franco la posizione di SLC-CGIL sul tema.
Come abbiamo più volte denunciato, quando una decisione strategica come il Polo Regia viene presa senza un reale collegamento con un Piano Industriale complessivo e, soprattutto, senza coinvolgere chi quotidianamente svolge quella attività, il risultato non può che essere quello che abbiamo sotto gli occhi: tanta confusione e zero benefici per chi si è stato cacciato in questo guazzabuglio.
Sarebbe facile ricordare che, in tempi non sospetti, le OO.SS. avevano messo in guardia l’Azienda dal non forzare la mano su un tema tanto delicato, ricevendone in cambio un fermo diniego, in forza del fatto che la disposizione organizzativa era già uscita e, per giunta, era stata firmata dall’Ad.
A questo proposito, come Segreteria Nazionale SLC-CGIL, onde evitare che la questione s’incancrenisca ulteriormente, pensiamo si debba affrontare su due piani. Uno, di impatto più immediato, finalizzato a trovare una soluzione alle molte criticità che riguardano le/i lavoratrici/lavoratori coinvolti, considerando però una difficoltà oggettiva, ovvero che il Polo Regia è ormai una realtà da cui l’Azienda difficilmente tornerà indietro, visto anche il sigillo dell’AD alla decisione. Anche per questa ragione, restiamo convinti che, la Commissione Paritetica che sinora l’Azienda non ha voluto costituire, sia la sede più efficace per affrontare le problematiche connesse. In quel contesto si potrebbe meglio ragionare sull’età media delle persone impattate, e sull’opportunità dei loro trasferimenti, oppure, più nello specifico, si potrebbe verificare se gli skills professionali di alcuni/e si adattano alle esigenze delle aree regie di produzione.
Accanto a questi interventi più diretti, pensiamo però che la questione del Polo Regia si debba inserire in un contesto di più ampio respiro, quello del confronto sul Piano Industriale, perché senza una attenta visione strategica, spostare risorse creative dall’Area Editoriale all’area produttiva significa depotenziare un’area fondamentale e strategica per il Servizio Pubblico.
Togliere la parte creativa ed ideativa ai canali tematici senza i dovuti correttivi i, significa, nella sostanza, accelerarne la loro lenta agonia, con tutto quello che ne consegue in termini di ascolti e di perimetri produttivi.
Non vorremmo che, con l’obiettivo anche condivisibile di togliere qualche appalto in produzione, il risultato che si otterrà sarà quello di doverne attivare un numero maggiore in area editoriale, solo per far fronte ai buchi creati da questi trasferimenti improvvisati. Un effetto perverso, che, senza un confronto complessivo su cosa l’Azienda voglia fare nel prossimo futuro, è pressoché scontato.
A questo proposito, quella che ormai appare come una conclamata volontà aziendale di sottrarsi al confronto sul Piano Industriale, temiamo non sia tanto figlia di chissà quale disegno, ma sia l’ennesima riprova di un’Azienda schizofrenica, dove si procede a tentoni per tirare a campare, col solo risultato di sommare errori ad errori.
Abbiamo infatti paura che, questo Piano Industriale che ogni tanto riappare in modo carsico nelle discussioni di vertice, in realtà non esista, o, alla meglio, si riduca alle quattro slides ingiallite dal tempo che i vari AD che si sono succeduti in questi anni si vanno rimpallando a ogni consiliatura.
Forse produrre la delibera organizzativa sulla firma degli appalti, una norma annunciata da tempo, ma molto probabilmente incagliata nei meandri della burocrazia aziendale, potrebbe aiutare a dipanare qualche matassa, ma anche qui l’Azienda continua a cincischiare.
Se si annuncia una modifica che, per il mondo RAI è quasi una rivoluzione, e poi si lasciano passare mesi dalla sua effettiva attuazione, si crea un clima di indeterminatezza che va a complicare un quadro già di per sé ingarbugliato.
E proprio per la complessità dei temi toccati, oltreché per l’abitudine al confronto che da sempre caratterizza RAI, SLC-CGIL è convinta che la sede più efficace per affrontare queste criticità sia il livello nazionale, visto anche l’impatto che il Polo Regia sta avendo sugli altri territori.
Non si tratta di un dettaglio organizzativo, o di una questione di gerarchia fra livelli sindacali, ma di una semplice ovvietà. A fronte di una disposizione firmata dall’AD, che implica un confronto su organici e organizzazione del lavoro, le Segreterie Nazionali sono quelle che, a nostro avviso, sono più attrezzate a cimentarsi nel confronto, in stretta correlazione con le RSU che, nella situazione data, stanno facendo tutto quanto è in loro potere per limitare i danni di questo pasticcio aziendale.
Naturalmente questa nostra considerazione non vuole essere una ipoteca sulla futura discussione.
Se le altre OO.SS. e, soprattutto voi come diretti interessati, pensate sia più opportuno continuare nella strada sin qui seguita, non saremo certo noi a metterci di traverso. Certo è che, qualunque sia il piano di confronto che verrà scelto, è necessario agire in fretta.
SLC-CGIL c’è e ci sarà sempre.

Roma 16/05/2025

p. la Segreteria Nazionale SLC-CGIL Dino Oggiano

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