(U.S. Slc Cgil) - Roma, 28 luglio - Per il 2025 i contributi per le emittenti televisive e radiofoniche locali subiscono un taglio di quasi 20 milioni di euro rispetto al 2024 (111,6 milioni di euro invece dei 130,2 milioni di euro dell’anno passato). È una scelta sconsiderata del governo: si tratta di una riduzione del 14%, che rischia di mettere in ginocchio un settore che occupa migliaia di lavoratrici e lavoratori.
L’emittenza locale subisce già la concorrenza dei broadcasters di grandi dimensioni e quella internazionale delle piattaforme streaming, le stesse che utilizzano le reti e le infrastrutture nazionali - senza creare lavoro nel nostro Paese - e pagano la gran parte delle tasse all’estero.
Le aziende dell’emittenza radiotelevisiva privata assicurano invece occupazione, e garantiscono pluralismo dell’informazione dando voce alle differenze dei nostri territori. La decurtazione dei fondi rischia di mettere in discussione tutto questo con pesanti ricadute sull’occupazione, sulla qualità del lavoro e sul pluralismo dell’informazione.
Chiediamo che il governo ci ripensi e confermi almeno le risorse dell’anno scorso.
I sindacati Slc-Cgil, Fistel-Cisl, Uilcom-Uil insieme a ConfindustriaRadiotv sono in fase avanzata di rinnovo del Contratto nazionale di lavoro dell’Emittenza radiotelevisiva privata, il taglio dei fondi rischia di pregiudicare lo stesso rinnovo contrattuale.
Ufficio Stampa
SLC CGIL Nazionale
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