Rai, Slc Cgil: "Non può essere solo uno strumento nelle mani del governo. Grave il mancato recepimento dell'Emfa, aderiamo al ricorso di Articolo Quinto"
Roma, 8 agosto 2025 - "Abbiamo aderito con convinzione alla denuncia presentata oggi alla Commissione europea da Articolo Quinto e da altre associazioni per il mancato recepimento da parte del governo di quanto stabilito dall' Emfa (European Media Freedom Act) sull'indipendenza dei servizi pubblici radiotelevisivi". È quanto dichiara il segretario generale di Slc Cgil Riccardo Saccone. "Giudichiamo molto grave che l'Italia non abbia accolto le indicazioni sull'indipendenza dei fornitori di media di servizio pubblico e sulle procedure di nomina e licenziamento del direttore o dei membri del CdA. Per non parlare del finanziamento e dell'affidamento a organismi indipendenti del monitoraggio sul rispetto dei principi dell'articolo 5 dello stesso Emfa".
"La Rai è un bene pubblico indispensabile alla crescita culturale e alla coesione sociale e democratica del Paese: si dibatte da anni sulla necessità di sottrarla ai condizionamenti che le impediscono di liberare tutto il suo potenziale e troppo spesso si dimentica che è un'impresa che dà lavoro a circa 13mila persone e rappresenta, o almeno dovrebbe rappresentare, il perno dell'ancora più vasto sistema dell'audiovisivo.Bisogna dare alla Rai l'indipendenza e la certezza di finanziamento perché possa competere in un mercato alle prese con le enormi trasformazioni dovute alla transizione digitale, l'alternativa è vederla sempre più paralizzata e ripiegata su se stessa. Quell'indipendenza che è la base per una informazione libera e plurale".
"La Rai non può essere solo uno strumento nella mani del governo - conclude Riccardo Saccone - e l'Emfa è un'occasione irripetibile per renderla nuovamente in grado di cogliere i cambiamenti in atto nella società: ne va della qualità della democrazia e della salvaguardia delle professionalità presenti in azienda il cui lavoro è sempre più schiacciato dalle compatibilità politiche e da un continuo ricorso agli appalti esterni e al lavoro precario ancora più intollerabile in una società pubblica. Con le sedi regionali, i centri di produzione, l'infrastruttura tecnologica di Raiway, la Rai rappresenta un inestimabile patrimonio pubblico, non possiamo continuare ad assistere al suo progressivo indebolimento".