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Enel: Slc Cgil, Fistel Cisl, Uilcom Uil esprimono forte preoccupazione per le prospettive occupazionali nelle attività di back-office e quality a causa dell'intelligenza artificiale

Roma, 3 settembre 2025 - Nei mesi scorsi Enel ha bandito una gara, suddivisa in 12 lotti, per le attività di back-office e quality (contact center) che interessa complessivamente circa 1500 lavoratrici e lavoratori nelle città di Roma, Napoli, Campobasso, Sulmona, Molfetta, Potenza, Reggio Calabria, Castelfranco Veneto, Fondi.
Nell'immediato i lavoratori sono tutelati dall'applicazione della clausola sociale prevista da norme e contratti che garantisce continuità occupazionale nel cambio di appalto.
I problemi sorgeranno nel medio termine: stando ai bandi di gara e alla riduzione delle attività già prevista da Enel, si creerebbero esuberi pari al 35-40% dei lavoratori attualmente impiegati: un forte calo dovuto alla graduale introduzione di strumenti di intelligenza artificiale.
Nonostante le aziende subentranti nelle attività si siano impegnate ad assumere tutto il personale puntando a una riqualificazione su attività diverse, nutriamo fortissimi timori per le prospettive occupazionali perché il settore è in crisi e registra continui cali di volumi e commesse.
Non è ipotizzabile che un committente a partecipazione pubblica come Enel scarichi sugli appalti il costo della transizione digitale. Anche perché così si rischia di aprire la strada a una graduale sostituzione delle persone con l’intelligenza artificiale, senza alcun governo delle ricadute sul lavoro.
Le segreterie nazionali di Slc Cgil, Fistel Cisl, Uilcom Uil, fortemente preoccupate che questo modus operandi possa diventare prassi nei cambi di appalti, invitano il governo a convocare il tavolo di crisi del settore per individuare strumenti adatti a governare i processi della digitalizzazione e a tutelare l’occupazione.
Il “lassez-faire” ha già causato la perdita di migliaia di posti nel mondo dei contact center. Servono norme, strumenti, indirizzi che mettano in sicurezza il lavoro. Siamo davanti a una svolta epocale, la contrattazione deve svolgere un ruolo centrale anche nella fase preventiva dei processi, non può essere chiamata in causa esclusivamente per gestire gli effetti, a posteriori, di una digitalizzazione sempre più aggressiva.
Serve un patto di sistema che coinvolga parti sociali, datoriali ed istituzioni con l'obiettivo di individuare soluzioni per agevolare la riqualificazione professionale dei lavoratori e indirizzarli verso le nuove opportunità lavorative generate dalla rivoluzione digitale in atto.


Carchidi (Slc Cgil), "Serve una regia istituzionale per arginare l'impatto dell'intelligenza artificiale sull'occupazione"

"La vicenda relativa alle gare back-office e quality nell’assistenza clienti di Enel, non è un caso isolato. Diversi committenti, magari in modo meno diretto, stanno prospettando riduzioni di volumi di attività a causa dell’introduzione di strumenti digitali nelle attività di customer care. L'automazione è ancora troppo sottovalutata dal mondo istituzionale - dichiara Daniele Carchidi di Slc Cgil nazionale -: l’utilizzo dell’AI e il suo impatto sul mercato del lavoro deve richiamare la giusta attenzione del governo. Serve una regia istituzionale che coinvolga aziende e sindacati per ricercare le soluzioni idonee a prevenire gli effetti più deleteri. Non si può ricorrere solo agli ammortizzatori sociali per tutelare migliaia di lavoratrici e lavoratori che svolgono attività obsolete facilmente automatizzabili. Il governo convochi urgentemente il tavolo di crisi del settore call center, per affrontare il tema dell’automazione in maniera concreta, individuando soluzioni che garantiscano la piena continuità occupazionale".
"L’intelligenza artificiale sta trasformando radicalmente il mondo del lavoro - continua Carchidi - e chiama il sindacato a intervenire attraverso la contrattazione nazionale e aziendale per governare gli effetti che queste tecnologie producono sul lavoro e sui lavoratori: sono urgenti nuovi strumenti normativi da mettere a disposizione della contrattazione. La storia ci insegna che l’innovazione tecnologica deve essere gestita - conclude il sindacalista - individuando soluzioni positive per la vita e la quotidianità di chi lavora e per promuove una "transizione giusta” che non lasci indietro alcun lavoratore".

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