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COMUNICATO STAMPA SLC CGIL

Appalti call center nella galassia Enel, no ai nuovi bandi di gara
Slc Cgil, Fistel Cisl e Uilcom Uil: domani, 9 gennaio, sciopero e presidi in tutta Italia

Roma, 8 gennaio - Sono circa 7.000 le lavoratrici e i lavoratori, operanti in regime di appalto in una decina di aziende, che gestiscono la clientela di Enel, Enel X ed E-distribuzione in numerose province italiane: da Torino a Catania, passando per Padova, La Spezia, Pistoia, Roma, L’Aquila, Cagliari, Napoli, Potenza, Matera, Bari, Lecce, Taranto, Cosenza, Catanzaro, Reggio Calabria, Palermo. Migliaia di dipendenti che da anni rappresentano la voce di Enel nel rapporto con la clientela e che oggi rischiano la continuità occupazionale a causa di bandi di gara che non garantiscono il rispetto del principio di territorialità e la centralità del contratto nazionale di lavoro delle Telecomunicazioni appena rinnovato.
Trasferimenti forzati a centinaia di chilometri, talvolta fuori regione, come condizione per proseguire il rapporto di lavoro: sono queste le proposte inaccettabili avanzate dalle aziende subentranti negli appalti delle commesse back-office e quality di Enel. Proposte inaccettabili per i sindacati che per questo hanno proclamato lo sciopero.
Slc Cgil, Fistel Cisl e Uilcom Uil fanno appello ancora una volta alle istituzioni perché intervengano nei confronti di Enel - che annovera nel proprio azionariato importanti enti pubblici - perché garantisca la piena applicazione della clausola sociale, compreso il mantenimento della territorialità altrimenti - dicono - si tornerà alle stagioni buie del passato quando ogni cambio di appalto nel settore dei call center generava licenziamenti e un massiccio ricorso agli ammortizzatori sociali.
Contro il ritorno a un liberismo sfrenato e per il rispetto delle norme di legge e del contratto nazionale i lavoratori sciopereranno e terranno presidi davanti alle sedi Enel e presso le istituzioni, nei territori coinvolti. Le segreterie nazionali di Slc, Fistel e Uilcom saranno in presidio simbolico dalle 9.30 in Piazza Verdi, a Roma, nei pressi della direzione generale di Enel.

Ufficio stampa SLC CGIL



COMUNICATO UNITARIO

Il tentativo di eludere la clausola sociale è al centro della protesta lanciata dalle Segreterie nazionali di Slc Cgil, Fistel Cisl e Uilcom Uil che, per il prossimo 9 gennaio, hanno proclamato lo sciopero di tutte le lavoratrici e i lavoratori impegnati nelle attività di customer care di Enel, E-distribuzione ed Enel X.
A dieci anni dalla promulgazione della Legge 11/2016, una norma di civiltà rafforzata dalla regolamentazione prevista dal CCNL delle Telecomunicazioni, Enel sta minando alle fondamenta un impianto normativo che ha garantito la piena continuità occupazionale a circa 40.000 addetti, in oltre 400 cambi di appalto gestiti.
Sono circa 7.000 le lavoratrici e i lavoratori, operanti in regime di appalto in una decina di aziende, che gestiscono la clientela di Enel, Enel X ed E-distribuzione in numerose province italiane: da Torino a Catania, passando per Padova, La Spezia, Pistoia, Roma, L’Aquila, Cagliari, Napoli, Potenza, Matera, Bari, Lecce, Taranto, Cosenza, Catanzaro, Reggio Calabria, Palermo. Migliaia di dipendenti che, da anni rappresentano la voce di Enel nel rapporto con la clientela e che, oggi, rischiano la continuità occupazionale a causa di bandi di gara che non garantiscono il rispetto del principio di territorialità e la centralità del CCNL TLC appena rinnovato.
Trasferimenti forzati di centinaia di chilometri, talvolta addirittura fuori dalla propria regione, come condizione per proseguire il rapporto di lavoro: sono queste le proposte inaccettabili avanzate dalle aziende subentranti negli appalti delle commesse back-office e quality di Enel.
Se le istituzioni, più volte chiamate in causa, non interverranno nei confronti di un’azienda come Enel, che annovera nel proprio azionariato importanti enti pubblici, per garantire la piena applicazione della clausola sociale, compreso il mantenimento della territorialità, si tornerà a una stagione buia in cui ogni cambio di appalto nel settore dei call center generava drammi occupazionali, licenziamenti e un massiccio ricorso agli ammortizzatori sociali.
Contro il ritorno a un liberismo sfrenato e per il rispetto delle norme di legge e del CCNL delle Telecomunicazioni in materia di cambi di appalto, il 9 gennaio le lavoratrici e i lavoratori, in sciopero, manifesteranno il proprio dissenso davanti alle sedi Enel e presso le istituzioni, nei territori coinvolti, secondo le modalità definite dalle strutture territoriali. Le segreterie nazionali di Slc Cgil, Fistel Cisl e Uilcom Uil saranno contemporaneamente impegnate in un presidio simbolico unitario a Piazza Verdi, a Roma, nei pressi della direzione generale di Enel.
Queste iniziative rappresentano solo l’inizio del percorso di mobilitazione, qualora Enel non riveda immediatamente le previsioni dei bandi di gara, che non garantiscono la territorialità nei cambi di appalto.

Roma, 5 gennaio 2026

Le Segreterie Nazionali
SLC CGIL, FISTEL CISL, UILCOM UIL

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