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Il giorno 02 febbraio u.s. si è tenuto l’incontro richiesto dalle OO.SS. sullo stato di avanzamento del piano immobiliare RAI, con particolare attenzione alla condizione specifica dei CPTV di Milano e delle sedi romane, nonché delle sedi regionali oggetto di possibili alienazioni. All’incontro erano presenti una delegazione aziendale, guidata dal Direttore Generale, e tutte le OO.SS. con le rispettive delegazioni.

In apertura l’azienda ha riconfermato la volontà di proseguire nell’applicazione integrale del Piano Industriale, basato sui due piastri del Piano Immobiliare e del Piano Industriale e produttivo, con l’obiettivo di assicurare sostenibilità, efficienza, e la definitiva transizione di RAI verso una moderna Media Company. Nel seguito, ha illustrato i seguenti casi specifici:

  • Per quanto riguarda il CPTV di Milano, l’azienda ha confermato che non ci saranno trasferimenti anticipati dalle sedi di Sempione e Mecenate fino a quando non sarà pronto il nuovo C.P. di Mico, smentendo categoricamente le notizie di un trasloco temporaneo di Sempione verso Mecenate. La “white box” della nuova sede di Mico, di cui è stata gettata la prima pietra in questi giorni, sarà pronta entro 26/28 mesi, e considerati i tempi necessari per l’allestimento tecnico a carico di RAI, sarà presumibilmente operativa nel 2029, con volumi in linea con quelli attuali. A nostra domanda specifica, l’azienda ha confermato che il costo di costruzione della nuova sede è pari a 120 mln di euro, tutti a carico dell’Ente Fiera Milano, con un contratto di affitto per RAI di 27 anni, a un costo di 5.900.000 euro annui. L’azienda ha poi confermato come l’alienazione dei beni (Sempione, sedi di Genova, Firenze, Venezia) avverrà in un unico pacchetto che sarà conferito all’advisor scelto non prima della fine del 2026. Il trasferimento al Mico interesserà anche i/le lavoratori/trici di Raipubblicità, mentre l’eventuale vendita di quella sede sarà decisa dalla stessa Raipubblicità che ne è proprietaria.
  • Per quanto concerne Roma, si conferma la piena entrata a regime della nuova sede di via Severo, con un contratto di affitto pluriennale di 9+6 anni. L’azienda ha smentito che il costo dell’affitto sia pari ai 27.500 euro mensili ventilati da alcune indiscrezioni di stampa, limitandosi a dire che il contratto prevede un pagamento annuale su cui è previsto un consistente décalage nel corso degli anni. Entro dicembre 2026 avverrà la dismissione degli appartamenti in affitto di via Asiago 1, Via Montesanto 52, v.le Giulio Cesare e limitrofi, con progressiva riallocazione del personale in varie sedi.
    Riguardo a Mazzini, l’azienda ha confermato il rispetto del cronoprogramma previsto dal piano, che prevede la bonifica amianto e la conseguente ristrutturazione.
    A Saxa Rubra è in fase di ultimazione la costruzione di due nuovi edifici che ospiteranno due studi televisivi, uno di medie e l’altro di grandi dimensioni.
    Per quello che riguarda il Teatro delle Vittorie, oggetto di una campagna pubblica contro la sua dismissione a cui SLC-CGIL ha dato il proprio sostegno, l’azienda ha rimarcato i costi strutturali del Teatro, valutati intorno ai 12 mln di euro, e l’antieconomicità che deriverebbe dal mantenerlo. Per questa ragione, seppure con grande dispiacere per l’alto valore simbolico che esso rappresenta, RAI non vede altra strada che la dismissione del bene.
  • Per le sedi di Torino e Napoli si conferma il rispetto del cronoprogramma dei lavori, ricordando che, nel caso della seconda, la Regione Campania ha compartecipato al finanziamento dei lavori.
    Nel caso delle altre sedi per cui è stata prevista la vendita - Venezia, Firenze e Genova - con conseguente trasloco verso altri locali in parte da individuare, l’azienda conferma il loro conferimento a pacchetto all’Advisor entro il 2026 per la conseguente vendita. A nostra domanda specifica sulla sede di Firenze, l’azienda ha confermato di aver individuato, con l’ausilio delle istituzioni locali, una sede nei pressi dell’aeroporto cittadino: sta ora valutando la fattibilità tecnica dell’operazione con Raiway, in considerazione dei rischi di sovrapposizione fra il segnale radiotelevisivo e quello aereo. Sin qui le comunicazioni aziendali.

Per quello che riguarda la posizione sindacale, come SLC-CGIL abbiamo espresso le seguenti posizioni:

  • Innanzitutto, abbiamo confermato il nostro sostegno alla scelta di dare corso alla bonifica di Mazzini, una scelta coraggiosa dopo anni di rimandi e tentennamenti. Pur capendo il disagio dei molti lavoratori/trici spostati da un quadrante all’altro di una città complessa come Roma, quando si tratta della salute e di amianto, non possono esserci incertezze o mezze misure. Al netto di questo, come SLC-CGIL abbiamo confermato le nostre perplessità sull’impianto complessivo del piano. Se, come ha confermato l’azienda, il piano industriale poggia su due pilastri: quello immobiliare e quello organizzativo-produttivo, come SLC-CGIL lamentiamo il fatto che molto si sia parlato del primo, ma poco si sia capito del secondo. I pochi incontri sul tema hanno fatto emergere una certa indeterminatezza sull’organizzazione del lavoro e sui modelli produttivi, limitando il tutto a pochi e puntuali progetti, il cui approccio definito sartoriale ci appare più adatto a un atelier di moda che non a un moderno ed efficiente broadcaster radiotelevisivo.
  • Per quanto concerne il piano immobiliare, come SLC-CGIL abbiamo rimarcato due criticità di sistema che, secondo noi, potrebbero essere foriere di grossi problemi futuri. La prima: non comprendiamo la ratio di vendere beni di proprietà per passare a beni in locazione: la politica delle cartolarizzazioni, in senso lato, ha fallito miseramente e ha lasciato macerie, come dimostra il caso di Telecom Italia. La seconda è legata alla sua stessa sostenibilità economica: se, come è stato più volte confermato, il piano immobiliare si finanzia col combinato disposto di risparmi, economie di scala e alienazioni di beni, ci interroghiamo sul fatto che ancora non vi sia stata alcuna vendita di sede, anche perché il conferimento all’advisor dei beni da alienare è previsto per la fine del 2026. Ne deriva che i lavori sin qui fatti o hanno avuto una copertura derivante da altre voci di bilancio, e, a questo punto sarebbe interessante sapere quali, oppure non si capisce come siano state sin qui finanziate. Nello specifico del ventilato trasloco di Sempione verso Mecenate poi smentito dall’azienda, rimarchiamo il fatto che, volendo, sarebbe possibile dimostrare o smentire la veridicità di alcune anticipazioni mediante l’accesso agli atti del Cda così come verbalizzati. Anche perché, alcune affermazioni aziendali relative a sottostimate potenzialità di Mecenate, che, peraltro, a noi non risultano, sembrerebbero entrare in contraddizione con la smentita ufficiale di un possibile trasferimento. SLC-CGIL prende comunque atto con che le due sedi attuali saranno abbandonate solo quando la nuova sede del Mico sarà pronta ed operante. Nonostante questo, SLC-CGIL esprime forti perplessità sui volumi del nuovo C.P. così come espressi in modo troppo generico dall’azienda, che, a domanda specifica delle OO.SS. su effettiva cubatura, nonché sul numero e la grandezza degli studi e degli spazi amministrativi, si è limitata a un irrituale parere estetico al posto di dati numerici ed oggettivi. Non è stato poi del tutto chiarito quanto dell’investimento dell’Ente Fiera ricada sulla struttura RAI e quanto su altri edifici: i 120 milioni riportati in questi ultimi mesi da molti articoli di stampa sarebbero riconducibili anche ad altre strutture all’interno della stessa area in riqualificazione (studentato, commissariato, archivio Ente Fiera). Il rischio è che l’affitto pluriennale del nuovo CP servirà ad ammortizzare i costi di ristrutturazione di altri immobili non riconducibili a RAI. Sempre a riguardo di Milano, sono poi forti le perplessità sulla tempistica dell’operazione: la ipotizzata consegna della “white Box” entro il 2029 e la sua operatività entro lo stesso anno a noi sembra irrealistica. Temiamo che il nuovo C.P. sarà pienamente operativo non prima del 2032, con tutto quello che questo potrà comportare in termini organizzativi e produttivi. A questo si aggiunge che, nel lasso di tempo che ci divide dal definitivo trasloco al Mico, Sempione e Mecenate (di quest’ultima ancora ignoriamo la proprietà nonostante le ripetute richieste), necessitano di interventi manutentivi ordinari e straordinari che non possono essere rimandati. Solo per fare un esempio, la recente rottura degli impianti di riscaldamento ha costretto le lavoratrici e i lavoratori RAI a operare in condizioni di freddo estremo, e soltanto alcuni interventi in emergenza e, temiamo, non risolutivi, hanno permesso di mitigare questa difficoltà, che permangono in alcune aree di Mecenate.
  • Per quello che riguarda Roma, oltre all’invito a RAI di favorire il più possibile un facile acclimatamento del personale nella nuova sede di Severo, SLC-CGIL ha espresso dubbi sulla effettiva fattibilità della ristrutturazione di Mazzini, sia in termini di costi che di effettivo rispetto delle tempistiche. Non conoscendo le condizioni del contratto di affitto di Severo (l’azienda ha solo smentito il costo mensile da noi conosciuto, ma non ha detto quello effettivo), e esprimendo forti perplessità sugli effettivi tempi di riconsegna di Mazzini, come SLC-CGIL abbiamo sospeso il giudizio sulla tenuta di questo parte di Piano. Per quello che riguarda il Teatro delle Vittorie, pur comprendendo il peso di questo bene sul bilancio, SLC-CGIL conferma la propria contrarietà alla vendita, in considerazione del suo alto valore simbolico.
  • Per ciò che riguarda la sede di Firenze, preso atto che le notizie da noi anticipate sul trasloco hanno trovato conferma dall’azienda, rimane la perplessità sulla scelta di questa sede per la sperimentazione della nuova regia: fra tutte le sedi possibili, altrettanto spaziose, troviamo illogico che se ne sia scelta proprio una in via di alienazione.

Per tutte queste ragioni, SLC-CGIL sospende il giudizio complessivo sul piano, valutandone nel tempo gli effetti e riservandosi sempre di intervenire a tutela delle lavoratrici e dei lavoratori RAI.

Roma, 4 febbraio 2026

La Segreteria Nazionale SLC-CGIL

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