Quanto accaduto durante la telecronaca della cerimonia di apertura delle Olimpiadi Milano-Cortina rappresenta l’ennesimo episodio di un utilizzo sbagliato e distorto del servizio pubblico radiotelevisivo. In primo luogo, non possiamo non stigmatizzare le imprecisioni e i commenti inappropriati durante la telecronaca, che hanno gettato un'ombra sul lavoro serio e competente di centinaia di lavoratori e lavoratrici Rai, a cui, comunque, va tutto il nostro ringraziamento per la straordinaria professionalità dimostrata anche in questa particolare occasione.
Cosa ben peggiore, abbiamo poi registrato omissioni mirate e puntuali, che hanno colpito in primo luogo l'artista Ghali, oggetto in questi giorni di attacchi politici pesantissimi, e ieri sostanzialmente e volutamente ignorato nella telecronaca, non certo per suoi eventuali demeriti artistici.
Certe scelte, non nuove in questi giorni di turbolenza politica, contraddicono i principi di pluralismo, completezza e imparzialità dell'informazione, sanciti dal Contratto di servizio e dalla missione stessa della Rai. Dalle interviste a senso unico di alcuni collaboratori lautamente retribuiti, alle telecronache guidate dall'alto, si è ormai passato il segno, con l'unico risultato di minare la credibilità dell’azienda e di umiliare la professionalità di chi ci lavora, costretto spesso a subire scelte imposte dall'alto.
Per queste ragioni, a tutela delle lavoratrici e dei lavoratori, e del pubblico che non merita questo trattamento, leviamo la nostra ferma protesta contro questo modo di fare televisione, che rappresenta scelte editoriali non coerenti con il contratto di servizio e con i dettami di un servizio pubblico equilibrato e pluralista. Pensiamo sia giunto il momento di dire basta a questo modo sbagliato di fare informazione e intrattenimento.
Rai: vergognosa la telecronaca d'inaugurazione delle Olimpiadi
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