Roma, 9 giugno - "Leggiamo con piacere le dichiarazioni del sottosegretario Butti sull’urgenza del cambio di paradigma delle società di Telecomunicazioni italiane. Fa piacere che anche lui concordi sul fatto che la prossima asta sulle frequenze non possa essere considerata solo come una voce di entrata per l’erario ma deve essere una vera e propria leva di politica industriale. Tutte cose che - afferma il segretario generale di Slc Cgil, Riccardo Saccone - diciamo da tempo e che abbiamo ribadito nell’avviso comune sottoscritto lo scorso 9 marzo insieme ad Asstel, Fistel Cisl, Uilfpc e Federmanager. Peccato che tranne Consip ed Agcom nessun altro, a partire dal Ministero delle imprese e del Made in Italy e dal Ministero del Lavoro, abbiano sentito l’urgenza di discuterne con gli attori principali del settore".
"Lo stato delle Telco italiane è davanti agli occhi di tutti, i ritardi si stanno accumulando. Il rinnovo delle frequenze sia davvero il momento per sottoscrivere un patto che garantisca al Paese investimenti certi per realizzare una vera rete 5G “stand alone” e per provvedimenti formativi seri che mettano le tante professionalità della filiera in condizione di affrontare la sfida della transizione digitale. La “internet ecosystem policy” di cui parla il sottosegratario ha urgente bisogno di interventi a partire dalle competenze digitali dei lavoratori - conclude Saccone -. Servono strumenti per favorire il ricambio generazionale- le Telco italiane sono attualmente fra i settori più maturi del mercato del lavoro privato nazionale- e l’acquisizione di nuovi saperi e competenze.
Ufficio stampa Slc Cgil