Documento delle Segreterie Nazionali di SLC/CGIL-FISTel/CISL-UILCOM/UIL

Audizione informale sul Disegno di Legge n. 1721 (Legge di delegazione Europea 2019) del 19/05/2020

ROMA, 20 maggio 2020

Spett.le Ufficio di Segreteria di Legge n. 1721
Senato della Repubblica
Segreteria 14° Commissione Permanente
Politiche dell’Unione Europea


La direttiva sul diritto d’autore, nel mercato unico digitale, o direttiva 2019/790, è una direttiva dell’Unione Europea che ha l’obiettivo di armonizzare il quadro normativo comunitario del diritto d’autore nell’ambito delle tecnologie digitali e in particolare di internet. La proposta è stata approvata in commissione giuridica dal Parlamento Europeo il 20 giugno 2018 e dal Parlamento il 26 marzo2019 e poi dal Consiglio dell’Unione Europea il 15 aprile 2019.

Ricordiamo in sintesi il contenuto della Direttiva:

Il Consiglio Europeo elenca tra i propri obiettivi principali, la tutela delle pubblicazioni sulla stampa, la riduzione del divario di valore tra i prodotti realizzati dalle piattaforme delle reti internet e dai creatori di contenuti, la promozione della collaborazione tra questi due gruppi e la creazione di eccezioni al diritto d’autore. Per l’estrazione di testi e di dati.

Gli artt. 3-4-11-12-13-17, vanno appunto nella direzione sopra descritta prevedendo ad esempio l’eccezione al diritto d’autore dei dati e testi finalizzati alla ricerca scientifica o in attività didattiche digitali e tra frontaliere, viene prevista la protezione delle pubblicazioni di carattere giornalistico in caso di utilizzo digitale obbligando le piattaforme online che producono pubblicazioni giornalistiche a munirsi preventivamente di una licenza rilasciata dal detentore dei diritti, il quale per rilasciarla, reclama una quota di compenso, denominato all’art.12 “ equo compenso”, viene previsto all’art 13 per le società d’informazione che utilizzano grandi quantità di opere o altro materiale caricato dagli utenti, l’obbligo di inserire misure adeguate e proporzionate atte ad evitare la violazione del copyright. In particolare questo articolo prevede che i contenuti caricati online all’interno della U.E. debbano essere verificati preventivamente per evitare che possano essere messi online materiali protetti dal diritto d’autore.

Inoltre per l’utilizzo dei contenuti protetti da parte dei prestatori di servizi le piattaforme in questione, sono tenute a dotarsi di sistemi automatizzati per la rimozione di contenuti protetti e agire al meglio delle proprie possibilità per limitare i danni per violazione da parte degli utenti. Le nuove norme U.E. quindi sul copyright, che includono salvaguardie alla libertà di espressione, consentiranno a creatori ed editori di notizie, di negoziare con i giganti del Web.

La direttiva si impone inoltre a garantire che internet, rimanga uno spazio di libertà di espressione ma impone ai giganti del Web a condividere i propri ricavi con artisti e giornalisti.

La direttiva mira ad aumentare la possibilità dei titolari di diritti, in particolare musicisti, artisti, interpreti, sceneggiatori (creativi) ed editori di notizie, di negoziare accordi migliori sulle remunerazioni derivate dall’utilizzo delle loro opere presenti sulle piattaforme internet. Le piattaforme, saranno direttamente responsabili dei contenuti caricati sul loro sito, dando automaticamente agli editori di notizie il diritto di negoziare accordi per conto dei giornalisti sulle informazioni utilizzate dagli aggregatori di notizie.

Attualmente le Aziende online sono poco incentivate a firmare accordi di licenza equi con i titolari di diritti, in quanto non sono responsabili dei contenuti che i loro utenti caricano. Sono obbligati a rimuovere i contenuti che violano i diritti, solo su richiesta del titolare e a titolo oneroso per lo
stesso.

L’accordo sostenuto in Parlamento e approvato dal Consiglio dei Ministri U.E., entrerà in vigore due anni dopo la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale U.E., il testo della Direttiva n.2016/0280 è stata approvata in via definitiva in data 26 marzo 2019 dal Parlamento Europeo aprendo la strada al dialogo tra gli stati membri e agli iter legislativi interni di trasposizione della Direttiva in norme interne entro 24 mesi dall’entrata in vigore ovvero dalla pubblicazione in Gazzetta.

Da noi ora, oltre ad un ringraziamento per la opportunità che ci è stata offerta dalla Commissione in indirizzo per esprimere i punti a nostro avviso più significativi sui quali chiedere nel recepimento l’attenzione del legislatore, ci preme anche a fronte del c.p.c. che prevede che la contrattazione di
natura economica è classificata come patto corporativo tra parti contraenti e ne riconosce la sua validità sul diritto civile in maniera “erga omnis”.

Pertanto i soggetti possono essere tutelati dalle Organizzazioni Nazionali di Categoria maggiormente rappresentative per stabilire norme
contrattuali per l’eco compenso in funzione delle prestazioni svolte.

Proponiamo quindi che nella Legge, vada definito il campo di applicazione sui soggetti e le modalità negoziali sull’equo compenso, inserendo anche il sindacato maggiormente rappresentativo, in quanto già soggetto contrattuale per gli operatori artisti, interpreti ed esecutori.

Per le SEGRETERIE NAZIONALI
SLC/CGIL-FISTel/CISL-UILCOM/UIL
Giulia Guida Fabio Benigni Roberta Musu

0
0
0
s2smodern