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COMUNICATO

INCONTRO CON A.D. RAI

In data 21 luglio si è tenuto un confronto tra le Segreterie nazionali di SLC-CGIL, FISTEL-CISL, UILCOM-UIL, UGL-FNC, SNATER, LIBERSIND-CONFSAL e l’A.D. RAI Fabrizio Salini, per approfondire la situazione economica e finanziaria della RAI, nel contesto emergenziale, e per fare il punto sul Piano Industriale.

L’A.D., accompagnato dal management aziendale, ha comunicato che nel bilancio RAI del 2020 ci sarà un passivo di circa 46 milioni di euro che diventerebbero 210 nel 2021 e 220 nel 2022, il tutto dovuto alla mancata raccolta pubblicitaria (che si attesta intorno a meno 120 milioni rispetto al 2019) e al pagamento dei diritti sportivi ( Europei 2020 e Olimpiadi).

A questo si aggiungono i mancati introiti derivanti dalla raccolta da canone speciale, e, visto l'aumento del tasso di morosità delle utenze elettriche, anche quelli da canone ordinario.

La RAI ha inoltre messo in evidenza come non tutto il canone venga girato all’Azienda. Il 50% dell’extra gettito, infatti, pari quasi a 100 milioni di euro, viene sottratto alle casse della RAI. Un extra gettito destinato all'esenzione del pagamento del canone per gli ultrasessantacinquenni con basso reddito, al finanziamento di un fondo per le reti radiofoniche e televisive locali, che, nei fatti, non viene restituito a RAI da diversi anni.

Salini ha smentito qualsiasi ricorso alla cassa integrazione o ad esuberi, rassicurando e garantendo gli attuali livelli occupazionali ed il perimetro aziendale, ma ha anche escluso una politica di incentivazione all’esodo, motivandola con i costi che, a breve termine, questa comporterebbe per le casse aziendali. In questa prima fase, la RAI intende infatti affrontare la difficile congiuntura indirizzando i risparmi verso il taglio dei costi esterni; con un ridimensionamento dell’Offerta (meno Produzioni televisive, quali ad esempio FICTION); con un più attento acquisto di Servizi e Spese immobiliari. Nonostante questa operazione di Cost Saving, non sono da escludere in seguito interventi sul costo del lavoro, con misure ancora da studiare e che verranno presentate successivamente al Consiglio di Amministrazione.

Sul piano emergenziale il Sindacato ha proposto di affrontare il tema dello smart working, utilizzabile non solo come strumento di conciliazione dei tempi di vita e di lavoro, ma anche come un’opportunità per arrivare a economie di scala rilevanti. Su questo tema, però, le OO.SS. hanno ribadito la necessità che l'Azienda presenti a breve un progetto credibile, in grado di fare del tema dello smartworking una valida alternativa al lavoro in presenza, e non un mero espediente per fare tagli in busta paga a danno delle lavoratrici e dei lavoratori più deboli. Per fare questo, e attivare quelle sinergie che potrebbero portare a importanti risparmi Immobiliari(si pensi alle ingenti spese di locazione che RAI spende ogni anno quantificati in bilancio in decine di milioni di euro), ci sarebbe però bisogno di una visione di ampio respiro che, almeno nella discussione di ieri, non è stato nemmeno abbozzata dal management RAI.

Sullo smartworking le OO.SS hanno la ferma intenzione di trovare un accordo che garantisca diritti e tutele ai lavoratori, e invitano l’Azienda a cogliere questa disponibilità.

Le OO.SS. hanno infatti chiesto all’Azienda un cambio di passo, un progetto che delinei in modo organico i tratti della RAI di un futuro che, peraltro, è già qui. Un piano in grado di delineare orizzonti strategici e di favorire un’organizzazione del lavoro capace di far fronte alle sfide tecnologiche presenti e future. Un piano che risolva l’annoso malcostume della sottoutilizzazione e del demansionamento di troppi colleghi.

Questo permetterebbe di recuperare importanti capacità produttive interne e aiuterebbe a razionalizzare i costi, talvolta ingiustificabili, fra cui spicca quello relativo agli Studi legali esterni, chiamati troppo spesso a far fronte ai molti contenziosi anche dei Lavoratori interni – spesso generati proprio dai predetti demansionamenti e dalle sottoutilizzazioni - e portati senza motivo fino in Cassazione.

Le OO.SS. hanno quindi chiesto alla RAI di realizzare risparmi importanti nei diversi ambiti, valorizzando seriamente le risorse interne e  ridimensionando quelle voci di spesa che pesano ogni anno sul bilancio, come le collaborazioni esterne inutili da decine di migliaia di euro al mese o peggio ancora a puntata, e gli appalti non sempre necessari, e i compensi esosi per i Conduttori e i loro Agenti. In tema di risparmi di gestione, le OO.SS. hanno chiesto anche il risultato economico conseguente al piano di smaltimento ferie.

Un capitolo importante sarà quello che riguarderà una revisione degli attuali modelli organizzativi, con particolare riferimento alle ridondanze presenti tra le varie direzioni che moltiplicano i livelli decisionali rendendo così molto più scomposta la gestione delle risorse.

Per le OO.SS., infatti, la crisi pandemica che si è abbattuta su tutte le aziende del Paese, rischia di avere effetti irreversibili per RAI. I problemi congiunturali, infatti, si sono sommati a quelli strutturali dell'Azienda, creando una miscela che potrebbe rivelarsi ingestibile. Sono gli stessi problemi che vedono RAI arrancare senza un progetto chiaro nel mondo del digitale e del broadcasting, e che hanno fatto sì che il Piano Industriale presentato proprio dall'A.D. fosse nei fatti accantonato ben prima della pandemia.

Per queste ragioni le OO.SS. chiedono sin da subito un confronto a tutto campo per individuare le vere voci di spesa da tagliare e per conoscere le azioni che il management intende intraprendere per rispondere a questi problemi di bilancio. A tal fine si rende necessario un confronto, da tenersi a breve in sede di Coordinamento Nazionale Unitario delle RSU, che preveda un’analisi dettagliata dei costi da tagliare e di conseguenza dei presunti risparmi che da tali interventi dovrebbero scaturire.

In presenza di un Piano e di un confronto serio da parte del management RAI, le OO.SS. faranno naturalmente la loro parte nel sensibilizzare le Istituzioni, perché la RAI possa trovare le risorse economiche necessarie a far fronte al Contratto di Servizio Pubblico e alla mission che il Paese gli ha affidato. Ma è anche chiaro che, senza un piano convincente c’è il rischio che anche questi sforzi si dimostrino inadeguati.

In questo clima di incertezza, le OO.SS faranno comunque tutto quanto è in loro potere per non far ricadere il buco di bilancio creato da altri sulle spalle delle lavoratrici e dei Lavoratori RAI.

Roma 23.07.2020

Le Segreterie nazionali

SLC-CGIL, FISTel-CISL UILCOM-UIL, FNC-UGL, SNATER, LIBERSIND-CONFSAL

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