8 produzione culturale elab180x180PRODUZIONE CULTURALE

Eccoci dunque arrivati all’ultimo atto.

Dopo oltre quaranta anni da quando una legge illuminata, la Legge n. 800 del 14 agosto 1967, ha trasformato una decina di Teatri italiani, gestiti da altrettanti impresari privati, in un vero e proprio comparto culturale del patrimonio e della tradizione musicale italiana, includendolo nei beni costituzionalmente protetti, uno sparuto gruppo di Ministri più o meno significanti, coadiuvati, dalla quattordicesima legislatura in poi da un unico “uomo al volante” che ha rappresentato in questi anni la continuità nell’azione rivelatasi devastante e destrutturante attraverso le varie leggi succedutesi in materia, stanno riuscendo nell’impresa di cancellare il patrimonio lirico sinfonico italiano.

Si cominciò infatti con una sistematica riduzione delle risorse annualmente destinate al settore  e da una legge di riforma totalmente sbagliata e peraltro mai compiutamente conclusa (la L.367 del 1996) che, ideata alla Bocconi di Milano e trasformata in legge dall’allora Ministro Walter Veltroni, fu emanata nel vano tentativo di arrivare gradualmente all’entratra in concorso di privati che avrebbero trasformato “le fallimentari gestioni pubbliche” in proficue gestioni private, tutto questo per chissà quale processo di mecenatismo visto che mai si è preso in considerazione un qualsiasi sistema attrattivo sulle risorse, neanche l’universalmente adottata “defiscalizzazione”.

Si proseguí poi con le ignominiose e fallimentari gestioni del MIBAC degli ultimi otto anni (2005 – 2013), che hanno visto avvicendarsi al loro vertice ben sei “eccellentissimi” Ministri:

 

- Giuliano Urbani (11 giugno 2001 - 22 aprile 2005);

- Rocco Buttiglione (23 aprile 2005 - 2 maggio 2006);

- Francesco Rutelli (17 maggio 2006 - 8 maggio 2008);

- Sandro Bondi (8 maggio 2008 - 23 marzo 2011);

- Giancarlo Galan (23 marzo 2011 - 16 novembre 2011);

- Lorenzo Ornaghi (16 novembre 2011 - 28 aprile 2013).

Tali gestioni, tutte supportate dall’azione continuativa ed ispiratrice del plenipotenziario Direttore Generale dello Spettacolo (spesso anche Capo di Gabinetto e Commissario di numerose Fondazioni Lirico Sinfoniche Italiane) Salvatore Nastasi, hanno registrato, attraverso la destrutturazione della legge 800, non un’idea riformatrice ma un pesante vuoto di proposte e di indirizzo; il tutto si è tradotto: nella emanazione di un mascherato emendamento in una legge sull’università, a firma Asciutti (legge 43/2005);  “un’illuminata” pseudo legge di riforma, firmata Bondi, ed un paio di schemi di decreti ministeriali ideati e sottoscritti dallo stesso onnipresente Nastasi.

Adesso l’appena nominato ministro Massimo Bray (in carica dal 28 aprile 2013) con l’imminente traduzione dello schema di decreto, si troverà ad assistere all’implosione del settore a partire dal Teatro del Maggio Musicale Fiorentino, dal Teatro Carlo Felice di Genova e dal Teatro Lirico Luigi da Palestrina di Cagliari.

Sarebbe importante capire perché un patrimonio culturale protetto costituzionalmente debba essere distrutto o annullato per selezione darwiniana come sta facendo a Firenze il sindaco/presidente Renzi o a Cagliari il sindaco/presidente Zedda, invece di tentare il salvataggio come nei fatti stanno tentando i lavoratori di tutte le fondazioni in sofferenza che hanno versato nelle casse dei loro teatri parte del proprio Tfr, parte dei loro integrativi e subìto pesanti riduzioni negli organici. Non comprende il sindaco Renzi che la dichiarata volontà di liquidare il Maggio musicale fiorentino metterà in serio e fondato allarme gli istituti di credito interessati?

Dobbiamo trovare i veri responsabili delle fallimentari gestioni di quei teatri, come di tanti altri nel territorio nazionale, tutti diretti da Sovrintendenti e strutture dirigenti scelte dai rispettivi Consigli di amministrazione, tutti Teatri operanti sotto il diretto controllo dei Sindaci Presidenti dei Consigli di Amministrazione, dei Rappresentanti dello Stato, della Corte dei Conti, dei rappresentanti del Comune, della Provincia e della Regione, dei quattro Ministeri interessati quali MIBAC, Tesoro, Sviluppo e Lavoro, che hanno potuto creare, ad oggi, un deficit complessivo tra tutte le Fondazioni Lirico Sinfoniche Italiane stimabile in  circa 330 milioni di euro.

È arrivato il momento che tutti i responsabili del disfacimento prodotto dalle ultime pseudo riforme della cultura musicale italiana, traggano le indispensabili conseguenze lasciando ad altri il compito di tutelare i valori artistici della Nazione.

Liquidare, licenziare, precarizzare lavoro e lavoratori, distruggere preziose professionalità tecniche, cancellare con un tratto di penna importanti esperienze in campo amministrativo e dei servizi, smembrare le compagini artistiche e chiudere definitivamente i Centri di Produzione Musicale Italiana che pure l’intero mondo ci invidia e ci sprona a valorizzare, è questo l’obiettivo che si sta perseguendo?

Questo è un grande patrimonio nonostante l’insipienza della nostra classe politica che, genericamente, si ostina a voler definitivamente affondare o al massimo a voler sostenere solo “i grandi eventi” di Bertolasiana memoria.

 

A tale scopo le scriventi OO.SS., nell’indire lo stato di agitazione nazionale, chiedono al Ministro Massimo Bray che venga dichiarato lo stato di crisi nazionale dell’intero settore, l’ufficiale apertura di un tavolo interministeriale per individuare tempestivamente adeguate risposte alle emergenze in atto, concrete e funzionali azioni per arrestare l’involutiva azione destabilizzante creata dalle reiterate azioni legificatorie  adottate negli ultimi anni ed individuare i principi guida che portino finalmente ad una vera riforma di legge in grado di garantire il pieno sviluppo ed il rilancio della cultura musicale italiana.

LE SEGRETERIE NAZIONALI
SLC‐CGIL          FISTeL‐CISL      UILCOM‐UIL         FIALS‐CISAL
0
0
0
s2smodern

TUTTE LE NOTIZIE

Audizione al senato per nuove norme a tutele dei lavoratori dello spettacolo.

  3 Luglio 2020   Spettacolo produzione culturale
Audizione VII Commissione Senato 2 luglio 2020 ore 14 La condizione degli artisti, delle maestranze e di chi opera nel settore dello spettacolo ha una precisa specificità, felicemente colta dal legislatore che ha istituito l’Enpals. L’Istituto Previdenziale ass...

Relazione di E. Bizi al coordinamento Produzione Culturale

  3 Luglio 2020   Spettacolo produzione culturale
Alle Strutture Territoriali Area Produzione Culturale Oggetto: Relazione Coordinamento Nazionale Produzione Culturale-25 giugno Al coordinamento del 25 giugno erano presenti i coordinatori nazionali degli attori (Carlotta Viscovo), dei danzatori (Manolo Perazzi) ...

Proposte al governo per lo sport e il lavoro sportivo.

  26 Giugno 2020   sport produzione culturale
Roma, 25 giugno 2020 Prot.n. P/9922/2020/3.3 MC/gp Oggetto: Proposte per lo sport e il lavoro sportivo e per gli interventi legislativi previsti dalla legge delega 86/2019 Al Consigliere Giuridico del Ministro dello Sport Dott. Dario Simeoli Al Capo Ufficio per...

Comunicato esercizi cinematografici

  26 Giugno 2020   cinema produzione culturale
Nella giornata del 24 giugno 2020, si è tenuto il coordinamento nazionale dei dirigenti sindacali Nazionali, Territoriali e Aziendali dei dipendenti le sale Cinematografiche italiane. L'ampia e diffusa partecipazione al dibattito, si è concentrata sui temi prevalen...

Manifestazione Generici e incontro al Ministero del Lavoro

  26 Giugno 2020   Spettacolo cinema salute sicurezza
Roma, 22 giugno 2020 MANIFESTAZIONE AGI-SPETTACOLO INCONTRO AL MINISTERO DEL LAVORO Stamattina si è tenuta la prevista manifestazione di AGI-SPETTACOLO presso il Ministero del Lavoro, alla quale, essendo invitato, ho partecipato. Una manifestazione so...

OO.SS. e Anfols chiedono incontro al Mibact

Roma, 15 giugno 2020 Prot.n.: 225 Egr. On.le Dario Franceschini Ministro per i Beni e le Attività Culturali e per il Turismo Egregio Ministro, in data 11 giugno 2020 l’ANFOLS, Associazione Nazionale Fondazioni Lirico Sinfoniche, rappresentata dal Presidente, ...