Poste Italiane: forti ricavi, bassi salari e lavoro precario
Slc Cgil, "Non siano i lavoratori a pagare le ottime performance dell'azienda"
Roma, 11 feb - "Bassi salari, ambienti di lavoro spesso precari dal punto di vista della sicurezza e della salute, pressioni commerciali, carenza di operatori allo sportello, un forte ricorso al lavoro precario e al part time involontario e infine il fallimento degli ultimi accordi separati, soprattutto per quello che riguarda la logistica". Questa la situazione in Poste Italiane nella denuncia di Slc Cgil.
Eppure gli ottimi risultati dell'azienda sono innegabili: ieri sono stati illustrati ai sindacati dall'amministratore delegato di Poste, Matteo Del Fante, in un incontro atteso da quasi un anno.
I successi di Poste nei nove anni della gestione dell'attuale management vanno dal settore finanziario, assicurativo ed energetico al primato nazionale sulle transizioni digitali, al rilancio della logistica con il predominio sul settore pacchi, agli uffici polis, alla stabilizzazione dal 2018 di oltre 25.000 lavoratori attraverso accordi di politiche attive e infine all'apprezzabile acquisizione di Tim con l’ambizione di diventare un operatore strategico nel settore Tlc. I ricavi di Poste, è noto, sono altissimi.
"Peccato che poco o nulla di tutto questo sia andato a beneficio delle condizioni salariali e lavorative di oltre 110.000 dipendenti - dichiara Slc Cgil - Per questo insieme a Uil Poste siamo in vertenza da oltre un anno contro Poste Italiane con scioperi e mobilitazioni, perché riteniamo che le grandi performance di Poste non debbano essere pagate dai lavoratori".
Ufficio stampa Slc Cgil