Call center: l'11 novembre sciopero nazionale del settore.
Slc Cgil, Fistel Cisl, Uilfpc Uil: è emergenza occupazione, gli ammortizzatori sociali non possono essere l'unica risposta, servono interventi strutturali.
Roma, 3 novembre - Il settore Crm/Bpo (i call center che in outsourcing gestiscono le relazioni con i clienti) è in piena emergenza, migliaia di posti di lavoro sono a rischio tra crisi aziendali, calo dei volumi, delocalizzazioni e introduzione di sistemi di automazione e Intelligenza artificiale.
Le grandi committenze storiche (Telco, utility dell'energia, istituti bancari e assicurativi, aziende pubbliche o a partecipazione statale) stanno riducendo drasticamente i volumi di traffico voce richiesti agli outsourcer, il personale viene sostituito con sistemi di chatbot, automazione e AI.
Sono già migliaia (circa 10mila a oggi, e in continuo aumento) i lavoratori coinvolti in ammortizzatori sociali o a rischio esubero diretto. Questa per i sindacati non può essere l'unica risposta: servono interventi strutturali non soluzioni tampone, l'Intelligenza artificiale deve essere un'opportunità non una scusa per tagliare posti di lavoro.
Mercoledì 11 novembre, le lavoratrici e i lavoratori del settore sciopereranno a livello nazionale per l'intera giornata.
Slc Cgil, Fistel Cisl e Uilfpc Uil chiedono unitariamente al governo una seria politica industriale per il settore, un tavolo interministeriale per affrontare la crisi in modo strutturale, la tutela dell'occupazione e del reddito delle lavoratrici e dei lavoratori, regole, strumenti e fondi per governare la trasformazione digitale, per accompagnare la riconversione professionale e creare nuove opportunità di lavoro.
Presidi e iniziative si terranno in molte città: a Roma l'appuntamento, a partire dalle 9, è sotto la sede del ministero delle Imprese e del Made in Italy, in via Molise 2, dove confluiranno delegazioni di diverse regioni nel rispetto delle disposizioni della Questura che ha indicato in 250 il numero massimo dei partecipanti.
Iniziative di protesta si terranno anche nelle sei regioni in cui la crisi dei call center è più forte: Piemonte-Valle d'Aosta, Sardegna, Sicilia, Calabria, Puglia, Basilicata con presidi a Torino, Cagliari, Palermo, Catanzaro, Bari, Matera.
Ufficio stampa Slc Cgil