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Comunicato stampa Slc Cgil

Un testo di legge pericoloso che non mantiene ciò che promette

Lo hanno chiamato Statuto sociale dei lavori nel settore creativo, dello spettacolo e delle arti performative. È il disegno di legge presentato dall’on. Orfini e dal senatore Verducci.

Il testo presentato, però, non rende onore al nome.

Sono molto preoccupanti alcune proposte inserite perché minano i diritti dei lavoratori.

È estremamente pericoloso estendere a tutti i lavoratori autonomi dello spettacolo la possibilità di pagarsi da soli i contributi.

Attualmente, i lavoratori dello spettacolo, anche gli autonomi, possono contare sull’obbligo di veder pagati i propri contributi previdenziali dai commettenti. Questa è una solida salvaguardia del loro potere contrattuale.

Cambiare questa norma, in settore poco incline a rispettare regole e diritti, comporterà il dilagare del ricorso a un tipo di lavoro autonomo ancora più fragile di quello attuale.

Appare maldestro anche il tentativo di definire, con questo disegno di legge, gli ambiti di lavoro per l’autonomia e la subordinazione nel lavoro dello spettacolo. Le misure indicate non sono un deterrente contro gli abusi, anzi aprono una via maestra per scaricare sui lavoratori gli obblighi e le responsabilità che oggi sono chiaramente in capo alle imprese.

Inoltre, allargare a tutto il settore dello spettacolo la possibilità di utilizzare il contratto a termine stagionale e il contratto intermittente rischia di minare definitivamente i diritti dei lavoratori precari di fondazioni e teatri che, da anni, chiedono la stabilizzazione.

Il ricorso a queste due modalità contrattuali, attualmente, è demandato alla contrattazione, che può definire come e dove applicare queste flessibilità.

Ancora una volta, siamo davanti al tentativo di rispondere alla complessità del settore dello spettacolo con scorciatoie che portano ad una erosione dei diritti dei lavoratori.

Ci auguriamo che nel percorso parlamentare si apra una vera discussione sui vari disegni di legge presentati e che, chi ha la responsabilità di decidere, sappia distinguere la tutela dei lavoratori dalle richieste delle imprese che, anche in questi mesi di pandemia, continuano a chiedere misure proprio vantaggio usando il forte disagio che vivono i lavoratori per farsi strada.

Emanuela Bizi SLC CGIL

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