SLC CGIL, FISTEL CISL e UILFPC UIL al Governo: "Serve una politica industriale per il settore, con regole e strumenti per affrontare la rivoluzione digitale in corso"
Le Segreterie Nazionali di SLC CGIL, FISTEL CISL, UILFPC UIL hanno proclamato lo sciopero delle prestazioni per l’intera giornata dell'11 novembre 2026 per tutte le lavoratrici e i lavoratori del comparto CRM/BPO. La decisione arriva dopo aver sollecitato, invano, più volte il governo a convocare un tavolo interministeriale per affrontare la vertenza in maniera strutturale, superando la logica degli interventi “tampone” sulle singole vertenze, i cui nodi stanno comunque tutti arrivando al pettine.
Sono i casi di Konecta R e Callmat, due vertenze per cui insistono due tavoli di crisi ministeriali che, da circa 2 anni, producono esclusivamente misure tampone ed ammortizzatori sociali sempre con percentuali maggiori. Dopo aver procrastinato la risoluzione definitiva del problema, complice anche l’incapacità o la completa assenza delle istituzioni regionali, ora si rischia la chiusura delle 2 aziende, che contano circa 1500, tra lavoratrici e lavoratori, operanti in Basilicata, Calabria e Sicilia.
Alle vertenze già note, a partire da giugno 2026, a causa dei continui cali di volumi di attività, onde evitare drammi occupazionali sono già stati sottoscritti accordi di ammortizzatori sociali che coinvolgono oltre 4.000 addetti nelle aziende Luo e Teknocall. In vista della fine dell'anno sono stati annunciati ulteriori 1.500 esuberi, tra Konecta Italia e System House, per i quali, nonostante le continue sollecitazioni, anche aziendali, i ministeri competenti continuano a voltarsi dall’altra parte lasciando che sia la sola contrattazione in sede aziendale ad individuare le soluzioni. Ai numeri già certificati con tanto di procedure formalizzate, da quanto emerge dal confronto con diverse altre aziende che si occupano di assistenza alla clientela, entro la fine del 2026, il quadro è drammatico, con altri 5.000 esuberi in arrivo.
Come se non bastasse, sono diverse le aziende che segnalano difficoltà di tenuta finanziaria a causa del perdurare della crisi di volumi, e quindi di fatturato, che hanno preannunciato difficoltà nella regolare erogazione degli stipendi.
Le ragioni economiche, organizzative e produttive alla base delle eccedenze dichiarate sono riconducibili al calo dei volumi di attività legato all’introduzione di processi di automazione e di sistemi di intelligenza artificiale, oltre al persistere della delocalizzazione delle attività all’estero.
Le preoccupazioni per la tenuta occupazionale di un comparto, già colpito da numerose crisi negli ultimi anni, sono state ripetutamente segnalate alle istituzioni ministeriali competenti, senza alcun concreto riscontro. Il governo continua a sottrarsi al confronto con le organizzazioni sindacali e datoriali, senza offrire soluzioni di medio e lungo periodo per scongiurare il dramma sociale in corso. Da qui la proclamazione dello sciopero di SLC CGIL, FISTEL CISL, UILFPC UIL, per protestare contro il rischio di un dramma occupazionale senza precedenti, per denunciare la disattenzione del governo verso un comparto dichiarato essenziale nel periodo pandemico, che durante la crisi sanitaria più grave degli ultimi decenni, ha garantito il contatto tra cittadinanza e pubblica amministrazione, clientela e produttori di beni e servizi importantissimi, come energia, telecomunicazioni, assicurazioni, banche, ecc.
La mobilitazione, però, non è incentrata esclusivamente sulla protesta, le Segreterie nazionali di SLC CGIL, FISTEL CISL, UILFPC UIL, in questi giorni stanno incontrando istituzioni nazionali e locali, deputazioni parlamentari ed autority per illustrare la propria piattaforma rivendicativa, offrendo soluzioni finalizzate a garantire la tutela occupazionale dell'intero settore, suggerendo strumenti che accompagnino la trasformazione in atto e favoriscano la riconversione occupazionale, rilanciando una politica industriale per il comparto, oggi totalmente assente.
Le Segreterie Nazionali invitano le lavoratrici e i lavoratori ad aderire massicciamente all'astensione dell'11 novembre e alle iniziative di mobilitazione che saranno organizzate.
Roma, 13 ottobre 2026
Le Segreterie Nazionali
SLC CGIL, FISTEL CISL, UILFPC UIL
LETTERA A LAVORATRICI E LAVORATORI DEL SETTORE, ASSTEL, COMMISSIONE DI GARANZIA DELL'ATTUAZIONE DELLA LEGGE SULLO SCIOPERO NEI SERVIZI PUBBLICI ESSENZIALI, MINISTERO DEL LAVORO
Le Segreterie nazionali di Slc Cgil, Fistel Cisl, UilFpc Uil, considerata chiusa negativamente la procedura di raffreddamento, per come evidenziato dal verbale del Ministero del Lavoro dello scorso 7 ottobre, proclamano sciopero delle prestazioni per l’intera giornata dell’11 novembre 2026.
A partire dal mese di giugno 2026 sono già stati sottoscritti accordi di ammortizzatori sociali nel settore delle aziende operanti nel comparto dell’assistenza alla clientela per oltre 3000 addetti. In previsione del termine dell’anno sono stati già annunciati ulteriori 2500 esuberi, con l’annuncio che interi siti produttivi e specifiche realtà aziendali cesseranno le loro attività a partire dal 1° gennaio 2027. Dal confronto con diverse aziende del comparto, nei prossimi mesi potrebbero giungere dichiarazioni di esuberi per ulteriori 5000 addetti, oltre a diverse problematiche finanziarie che potrebbero comportare criticità nell’erogazione degli stipendi.
Le motivazioni economiche, organizzative e produttive che hanno generato le eccedenze dichiarate, sono tutte riconducibili al calo di volumi di attività legato alla introduzione di processi di automazione e sistemi di intelligenza artificiale, oltre al persistere della delocalizzazione delle attività all’estero.
Le forti preoccupazioni in ordine alla tenuta occupazionale del comparto CRM/BPO, già interessato da plurime crisi settoriali negli ultimi anni, sono state abbondantemente segnalate alle istituzioni ministeriali competenti, senza alcun riscontro. Il governo continua a sottrarsi al confronto con le organizzazioni sindacali e datoriali, senza offrire soluzioni di medio e lungo periodo che possano scongiurare il dramma sociale in corso.
Per la tutela occupazionale dell’intero settore, attraverso l’individuazione di strumenti che possano accompagnare la trasformazione in atto favorendo la riconversione occupazionale, e contro la totale assenza di una politica industriale del governo, si invitano le lavoratrici ed i lavoratori interessati ad aderire massicciamente all’astensione prevista per il prossimo 11 novembre ed alle iniziative di mobilitazione che saranno realizzate.
Roma, 10 ottobre 2026
Le Segreterie Nazionali
SLC CGIL, FISTEL CISL, UILFPC UIL